Dyson ha costruito la sua identità su una domanda semplice: perché un oggetto che usiamo tutti i giorni deve continuare a funzionare nello stesso modo, anche quando i suoi limiti sono evidenti? Come si può provare a cambiarlo, anche a costo di rifarlo da zero con una logica del tutto nuova? Un approccio figlio della cultura da inventore di James Dyson, che resta attuale nell’azienda britannica. È successo con gli aspirapolvere, con gli asciugacapelli, con i purificatori d’aria (non sempre l’idea diventa un successo commerciale, come dimostra Dyson Zone…). Ora succede con lo spazzolino da denti, la nuova categoria in cui Dyson debutta con un prodotto nuovo che si chiama CameraJet, che abbiamo potuto vedere in azione in anteprima durante un incontro con la stampa.  
Il terreno scelto da Dyson stavolta è più delicato, perché riguarda direttamente l’igiene e la salute personale. E più complesso, perché la bocca è uno spazio piccolo, irregolare, umido, difficile da illuminare e ancora più difficile da «leggere» per una macchina. Eppure Dyson ha deciso di portare su uno spazzolino elettrico una telecamera, ma anche algoritmi di machine learning, studi di microfluidica e una pompa capace di sparare un getto di collutorio tra i denti nel momento esatto in cui serve. Dyson CameraJet non è, nell’idea dell’azienda, soltanto uno spazzolino elettrico ma piuttosto un dispositivo ibrido che tiene insieme anche le funzioni del filo interdentale e dell’idropulsore

Qual è il senso del dispositivo

Durante un briefing con la stampa, Christopher Vincent, Principal Design Engineer di Dyson, ha spiegato qual è stato il punto di partenza per creare il dispositivo. Sul mercato esistono già molti spazzolini elettrici che muovono le setole, spesso con grande efficacia. Ma la bocca non è fatta solo di superfici visibili. Per i punti ciechi e le fessure c’è il filo interdentale, che però non è esattamente comodo da usare. L’idropulsore è ingombrante e pochi lo usano. Il collutorio aiuta, ma è un altro passaggio ancora. Nell’idea dell’azienda britannica, CameraJet prova a comprimere tutto questo in un solo gesto. 

Come è fatto CameraJet 

CameraJet è più grande e più complesso di uno spazzolino elettrico tradizionale, ma non quanto ci si aspetterebbe leggendo la scheda tecnica. Dentro il manico ci sono una batteria sostituibile, il motore per la testina, una pompa a diaframma progettata da Dyson, sensori di movimento, un chip per l’elaborazione delle immagini, il circuito di controllo del getto e un serbatoio per il fluido. 
La parte più importante è in alto, dove Dyson ha integrato una telecamera da 1 millimetro per 1 millimetro, all’interno del piccolo elemento su cui si aggancia la testina. Sopra c’è una lente curva, a cupola, che ha due funzioni: permette alla telecamera di vedere nella bocca e, vibrando insieme alla testina, si autopulisce dalla miscela di saliva e dentifricio. 
Accanto alla telecamera c’è anche un Led. Serve a illuminare la bocca, ma lo fa in modo sincronizzato con la vibrazione della testina. In pratica lampeggia a una frequenza vicina a quella del movimento dello spazzolino, così l’immagine non diventa una macchia indistinta. 

Come funziona CameraJet 

CameraJet cerca gli spazi tra un dente e l’altro utilizzando una microcamera e poiattraverso appositi algoritmi di machine learning, li riconosce in tempo reale. La funzione si chiama «gap optical targeting», riconoscimento ottico degli spazi interdentali. Tutto avviene sul dispositivo e non serve collegare lo spazzolino al telefono per far funzionare il riconoscimento (una differenza importante rispetto a molti spazzolini smart già in commercio, che usano l’app soprattutto per guidare l’utente nella copertura delle zone della bocca).
Quando CameraJet riconosce uno spazio interdentale, attiva la pompa e spara un getto. Il ciclo completo è rapidissimo: Dyson parla di meno di 100 millisecondi, con un obiettivo tecnico intorno ai 70 millisecondi. Tempi ad altissima precisione, ma necessario, poiché se il sistema fosse più lento, colpirebbe inevitabilmente il punto sbagliato. 
La logica è quindi molto diversa da quella di un classico idropulsore: nessun getto continuo da orientare manualmente, nessun beccuccio separato da infilare tra i denti. Inoltre, chi soffre di sensibilità gengivale sa bene quanto possa essere fastidioso il getto di un idropulsore. 
Il getto di CameraJet è ad alta pressione alla sorgente, ma poi si apre in forma conica e si divide in microgocce, garantendo – dice Dyson – una pulizia meno aggressiva. 

La testina non è una testina qualunque

Dyson ha lavorato molto anche sulla testina, che è a doppia setola con vibrazione sonica. L’azienda sostiene di averla testata in bocca, su robot e con verifiche di terze parti, e di avere già prestazioni migliori rispetto ad alcuni concorrenti leader nel solo spazzolamento. È una frase da prendere con cautela, ovviamente, ma secondo Dyson, molti spazzolini sonici hanno il limite di vibrare a frequenza e ampiezza fisse. Il problema è che le setole, quando premono contro il dente, possono andare in stallo: vibrano, ma non si muovono davvero nel punto di contatto. CameraJet varia l’ampiezza del movimento per rimetterle in azione. 
La testina ha anche un inserto in silicone sul retro, pensato per evitare la sensazione sgradevole della plastica che batte contro i denti. 
C’è poi un chip Rfid nella testina. Serve a memorizzare alcune impostazioni: quando si cambia testina o la si riaggancia al manico, il sistema può ricordare le preferenze dell’utente. 
CameraJet non obbliga l’utente a usare sempre il getto automatico. Può funzionare come un normale spazzolino elettrico, con diverse intensità di spazzolamento. 
Poi c’è la modalità automatica, quella in cui la telecamera cerca gli spazi, l’algoritmo li riconosce, il getto parte. Se il sistema non identifica un punto o se l’utente vuole insistere su una zona specifica, il pulsante manuale resta disponibile.
Infine c’è il getto continuo: tenendo premuto il pulsante, CameraJet può erogare una sequenza di impulsi, utile per rimuovere un residuo incastrato tra i denti. 

Il serbatoio e il problema dell’aria

Un idropulsore ha bisogno di liquido: CameraJet lo integra nel manico con un serbatoio da 12,5 millilitri, una quantità esigua ma che, secondo l’azienda, basta per due getti per ogni spazio interdentale, con una decina di getti extra di margine. Ogni impulso usa circa 0,12 millilitri.
Il serbatoio non è una semplice vaschetta rigida: al suo interno c’è una piccola vescica flessibile e «antigravità», che si espande man mano che il fluido viene aspirato dalla pompa. Questo permette al sistema di funzionare in qualunque orientamento: verso l’alto, verso il basso, di lato, mentre l’utente si spazzola i denti come farebbe normalmente.
Il serbatoio può essere riempito in due modi: attraverso la base da appoggio, che ricarica sia la batteria sia il liquido. Oppure direttamente sotto il rubinetto attraverso un piccolo foro di riempimento. 
La base ha una pompa interna: si inserisce il manico, si preme un pulsante e il serbatoio viene riempito in pochi secondi. Il collegamento elettrico avviene tramite contatti «Pogo», più facili da pulire rispetto a un incastro profondo e meno esposti all’accumulo di sporco. Per il viaggio c’è anche un piccolo caricatore magnetico, separato dalla base. 

Collutorio, dentifricio e schiuma

Per ottimizzare le performance di Dyson CameraJet, Dyson ha progettato un sistema dentale completo che comprende un dentifricio proprietario non schiumogeno, formulato senza SLS (il comune agente schiumogeno: l’assenza di schiuma è fondamentale per consentire alla videocamera di vedere chiaramente e supportare il Gap Optical Targeting) e un collutorio anch’esso a basso potere schiumogeno, formulato per l’utilizzo con il getto di precisione.
Nulla vieta di utilizzare anche dentifrici e collutori di altri marchi, che abbiano caratteristiche però simili a quelli di Dyson (non schiumogeni, soprattutto, e a base di fluoro). Dyson suggerisce quindi due scenari. Il primo, quello ideale secondo l’azienda, è usare collutorio al fluoro nel serbatoio e dentifricio durante lo spazzolamento: così pulizia, getto e applicazione del fluoro avvengono insieme. Il secondo è usare acqua nel serbatoio, ma prima del dentifricio: si fa il jet-flossing, poi si applica il dentifricio e si spazzola.

Prezzi e disponibilità

Il Dyson Dental System viene lanciato il 1° settembre 2026 nei Dyson Demo Stores e presso retailer selezionati al prezzo di 479 euro. Il sistema include spazzolino Dyson CameraJetTM, dock di ricarica e custodia da viaggio, dentifricio e collutorio Dyson. 
Dyson CameraJet sarà disponibile in due colorazioni: Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.

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1 settembre 2026 ( modifica il 1 settembre 2026 | 16:35)