George Clooney e Amal Alamuddin sono arrivati al Lido in motoscafo, mano nella mano, con il consueto assedio di obiettivi ad aspettarli in banchina. Non è la loro prima volta, del resto non lo è da un pezzo. Ma stavolta il motivo è diverso: mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, Clooney ritira il Leone d’oro alla carriera insieme a Ellen Burstyn, con la laudatio affidata a Laura Dern. Lui ha detto di essere «strafelice», aggiungendo però che «significa che sto invecchiando».
Ha sessantacinque anni, e Venezia lo ha visto trasformarsi in tempo reale: dallo scapolo d’oro convinto di rimanerlo al marito, dal divo che negava di volere figli al padre che li ha avuti a cinquantasei anni. Alla Mostra del Cinema di Venezia Clooney c’è arrivato per la prima volta nel 1998, con Out of Sight, quando doveva ancora convincere Hollywood di essere qualcosa di più del dottor Doug Ross di E.R.. Da allora è tornato una decina di volte, come attore, come regista, come produttore, come marito. Se esiste un festival che ha assistito alla sua metamorfosi, è questo. Non a caso è qui, nel 2014, che ha scelto di sposare Amal Alamuddin.
Quel matrimonio durò quattro giorni. Il 27 settembre, cerimonia privata all’Aman, ospiti fatti volare a spese degli sposi. Il rito civile a Ca’ Farsetti, sede del comune: nella sala degli stucchi Walter Veltroni, fascia tricolore, lesse gli articoli del codice civile in dieci minuti scarsi. All’uscita, Clooney e Alamuddin salirono su un motoscafo che si chiamava Amore.
Nel 2017 tornarono qui, ancora, per la prima uscita ufficiale dopo la nascita dei gemelli Ella e Alexander. Da allora la Mostra è diventata il loro appuntamento fisso, il posto dove il pubblico li osserva invecchiare insieme. Bene, va detto. Le sue dichiarazioni sul loro matrimonio da sempre restano fedeli a un unico registro: «Mi sento come se avessi vinto il jackpot. E non c’è giorno che passa in cui non mi senta l’uomo più fortunato del mondo». Lei risponde raramente, ma quando lo fa colpisce non è da meno: «Ho un compagno di vita che mi supporta completamente in ciò che faccio. Per questo non mi sento mai in dovere di scusarmi o di limitarmi», ha detto ai King’s Trust Awards del giugno 2025, dopo un incontro con re Carlo: «E ora siamo in quattro. Non do nulla per scontato».