di
Antonella Gasparini
Venezia, Mariama Barry ha perso la vita a Santa Maria di Sala. È stata prima urtata da un camion mentre attraversava la strada e poi travolta da un mezzo mentre era a terra
«L’ho lasciata che faceva colazione poi sono andato a scuola per per parlare con gli insegnanti delle sue sorelle più piccole. All’improvviso ho ricevuto una telefonata. Un amico mi ha detto che c’era stato un incidente mortale sulla rotonda. D’istinto, credo, ho chiamato mia figlia perché sapevo che era passata in quel punto per prendere un autobus. Era il suo primo giorno di lavoro. Lei non mi ha risposto. Sono corso lì e l’ho vista a terra». Si copre il volto con le mani e piange Boubakar Barry, papà di Mariama, la ventenne investita martedì mattina sulla rotonda dei Tre Ponti a Santa Maria di Sala (Venezia), lungo via Noalese, a meno di un chilometro e mezzo da casa sua.
Cosa è successo e i dubbi
La giovane avrebbe camminato lungo la pista ciclabile per arrivare ai Tre Ponti e in prossimità della rotonda (gli agenti stanno cercando immagini per capire dove esattamente) ha attraversato per andare verso sinistra, dove c’è la fermata dell’Actv del bus 3E che raggiunge Mirano per andare Mestre. Mariama non è riuscita a completare l’attraversamento: forse urtata da un camion, il cui conducente dopo aver visto il corpo a terra dallo specchietto si è fermato, è stata travolta subito dopo da un Fiorino rosso mentre era a terra. Per Mariama non si è potuto fare nulla. All’arrivo dei sanitari del Suem era morta e il corpo è rimasto adagiato sull’asfalto fino dopo mezzogiorno, quando la polizia locale di Santa Maria di Sala ha terminato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. La ventenne si era appena diplomata all’istituto Ettore Majorana di Mirano ed era al suo primo giorno di lavoro.
Le testimonianze
«Aveva trovato questa occupazione al Mc Donald’s del centro commerciale. Si era arrangiata per il colloquio e a prendere accordi autonomamente per muovere i suoi primi passi nel mondo del lavoro – racconta il papà -. era la più grande di cinque figlie». Il pianto struggente della sorella, che ha solo due anni meno di Mariama – tutte le ragazze come il padre sono originarie della Repubblica di Guinea – ha rotto il silenzio sulla rotonda. Arrivata con l’altra sorella, ha chiesto di vedere almeno il viso di Mariama ma non era più possibile.
«Mariama attraversava sulle strisce pedonali vicino alla tabaccheria e poi avrebbe proseguito lungo l’altro attraversamento pedonale per raggiungere la fermata dell’autobus – ha spiegato il papà – Mia figlia è stata investita e trascinata».
Sequestrato il camion
La polizia locale ha disposto il sequestro del camion, un mezzo pesante di una ditta di imballaggi di Quinto di Treviso che era diretto a Mirano per una consegna, e ha confiscato anche il Fiorino Fiat. Di tutto è stata informata la procura di Venezia. Boubakar Barry, padre della vittima, è in Italia da 20 anni e abita a Stigliano almeno da dieci. Mariama e la sorella maggiorenne sono nate dal suo primo matrimonio, le altre tre sorelle dal secondo. Barry è un ex dipendente della Speedline di Tabina di Santa Maria di Sala che quando è sopraggiunta la crisi dell’azienda per componenti di macchine di lusso ha cambiato lavoro, trasferendosi alla San Benedetto di Scorzè. La mamma di Mariama ha saputo della morte della ragazza ha avuto un malore.
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1 settembre 2026 ( modifica il 1 settembre 2026 | 18:35)
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