di
Luigi Martino

L’omicidio di Montecorvino Rovella. La donna, madre di tre figli, era ragioniera in un’attività commerciale di vernici. Lui un operaio edile. Da alcuni mesi la loro relazione si era interrotta

L’ha uccisa soffocandola con una pellicola trasparente da cucina. Dopo una lite che da verbale si è trasformata in scontro fisico. Tina Sgarbini, la 47enne uccisa a Montecorvino Rovella – in provincia di Salerno – dal suo ex compagno Christian Persico, ha lottato. Ha tentato di reagire. Ma poi non ha avuto scampo contro la violenza di quell’uomo. I carabinieri hanno trovato nella casa della donna i segni della colluttazione e anche tracce ematiche. Elementi che contribuiranno, attraverso le indagini, a capire quanto accaduto. Persico è stato arrestato ieri dopo diverse ore di fuga. Individuato dai carabinieri non lontano dal luogo dell’omicidio. 

Tina e Christian avevano iniziato la loro relazione nel 2016. Lei, ragioniera in un’attività commerciale di vernici a Battipaglia, aveva avuto tre figli – di 24, 21 e 17 – da una precedente relazione. Lui un operaio edile di 36 anni.  La scorsa settimana erano stati visti in un bar del centro, apparentemente tranquilli, come se nulla facesse presagire la tragedia. Ma già da qualche mese la decisione della donna aveva scritto la parola fine a una relazione che non sembrava avere un futuro stabile. E da quel momento Christian Persico ha iniziato a metterle pressione, nel tentativo di ricucire.



















































«Tina l’ha cacciato fuori secondo me perché non lavorava – ha detto al Tg1 il padre della donna uccisa, Antonio Sgarbini –  si presentava a casa, faceva tutti i comodi suoi. Mia figlia, a un certo momento, ha detto “tu te ne devi andare da qua”». 

Sono stati i familiari di Persico a far scattare l’allarme. Perché Christian, dopo aver ucciso la donna, è tornato a casa in evidente stato di choc e ha scritto un biglietto alla madre: «Ho fatto una cavolata». Poi è scappato via. I familiari hanno inteso quelle parole come se il 36enne avesse intenzione di togliersi la vita. E hanno avvertito i carabinieri. Che sono andati a casa della donna e dopo essere entrati l’hanno trovata morta sul pavimento. 

Persico nel frattempo aveva tentato di far perdere le sue tracce. Trovato dopo diverse ore dai carabinieri, pare avesse il volto tumefatto. Probabile che abbia tentato di lanciarsi da un ponte, poco distante dal luogo dove è stato catturato. Ma questo sarà chiarito dalle indagini e dall’interrogatorio. Nel frattempo, è prevista l’autopsia sul corpo di Tina Sgarbini per avere ulteriori elementi dell’omicidio. Persico, invece, è stato trasferito in carcere dopo la convalida del fermo.

Persico, nel corso dell’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. A confermarlo è l’avvocato Michele Gallo, il suo difensore. «Ho avuto un contatto fugace con lui prima dell’interrogatorio che si è tenuto nella tarda serata di ieri nella caserma dei carabinieri di Battipaglia – ha detto – oltre alle sue generalità, non ha reso altre dichiarazioni. Mi è parso tranquillo e abbastanza lucido. Gli ho spiegato quali sono i suoi diritti e facoltà com’è giusto che un difensore faccia, poi vedremo come si evolverà la situazione. Stanotte ancora non avevo avuto neanche il provvedimento».


Vai a tutte le notizie di Salerno

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

24 agosto 2025 ( modifica il 24 agosto 2025 | 12:43)