E’ il forlivese Gianluca Pini, ex deputato della Lega Nord dal 2006 al 2018, il motore della raccolta di firme che apre un nuovo fronte di dissenso alla leadership di Matteo Salvini. “E’ partito da una mia idea – conferma Pini -, condivisa con un gruppo di persone. Mi sono preso la responsabilità di avviare la raccolta delle firme, in silenzio, fino a quando qualcuno non l’ha segnalato a Sky Tg24”. Da quel momento il telefono di Pini si è surriscaldato, in quanto già da mesi circolavano voci di fronde interne e richieste di cambio della dirigenza targata Salvini.

Pini appartiene alla “vecchia guardia” della Lega, il partito-sindacato del Nord precedente alla svolta “nazionale” di Salvini, quello che si riconosceva nell’insegna verde del “Sole delle alpi” e non nel blu del nuovo partito, sorto nel 2017 per staccarsi dal fardello dei 49 milioni che la vecchia Lega deve restituire allo Stato. Il vecchio partito di Bossi dal punto di vista formale non è mai morto, ma è stato tenuto commissariato negli ultimi nove anni, come una sorta di bad company che ha in pancia il maxi-debito, che viene poco alla volta ripagato. Il tentativo di Pini e di un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali di riportare attiva la vecchia Lega nord, per farla debuttare già alle prossime elezioni politiche.

Nato un comitato formale

Per questo i promotori dell’iniziativa hanno creato il Comitato per la convocazione del congresso federale della Lega Nord, un passo necessario per la scelta del nuovo segretario e concludere così la fase commissariale che si prolunga da nove anni, affidata al controllo dell’attuale commissario Igor Iezzi, fedelissimo di Salvini. Il comitato è stato creato a Forlì il 28 agosto, dotandolo formalmente anche di un proprio codice fiscale. “Gli abbiamo dato una veste giuridica, come previsto dal codice civile, per dotare il comitato di autonomia e di capacità di azioni come diffide e ricorsi in tribunale”, specifica Pini.

“Il nostro comitato nasce per ottenere la convocazione del congresso federale della Lega Nord, per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito”, spiega all’Ansa Pini. “Siamo partiti da tre giorni a raccogliere firme, siamo già a un centinaio, tutti semplici militanti da ogni parte del Nord – aggiunge -. Non è un’operazione nostalgia, ma hanno calpestato il regolamento e lo statuto della Lega Nord. Se non convocheranno il congresso ci saranno azioni legali”.

Il tentativo precedente

Non è la prima volta che Pini tenta questa strategia. Già nel luglio 2022 Pini aveva giocato la carta del ricorso al Tribunale di Milano per ottenere la regolare convocazione del consiglio federale, il massimo organo collegiale della vecchia Lega Nord, per riuscire così a nominare un segretario e ripartire con un’azione politica autonoma. In quell’occasione, spiega Pini, “il ricorso venne respinto in quanto ero solo come ricorrente e non venivano considerati come scaduti alcuni termini, ma tutte le violazioni accessorie allo statuto che lamentavo erano state riconosciute. Oggi, invece, i termini sono totalmente scaduti, mentre le violazioni statutarie sono già riconosciute”.

Fontana si smarca

Nel gruppo dei contestatori del Nord ci si smarca da quest’iniziativa. Sulla vicenda è intervenuto anche Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: “Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini”. Fontana, a margine della presentazione del Gp di Monza, ha confermato che incontrerà il leader del Carroccio: “Cerchiamo di fare combaciare le agende. Domenica speriamo di festeggiare insieme il Gran Premio. Poi speriamo anche qualcosa in più, visto che abbiamo due opportunità quest’anno”.

La replica dell’entourage di Salvini

La Lega affida invece a una fonte interna all’entourage di Salvini la replica, che esprime “sorpresa”. Quindi l’attacco: “Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona. Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”. Il riferimento, neanche troppo velato è al patteggiamento di Pini nella maxi-inchiesta “mascherine covid”, a circa due anni. Pini non si scompone: “Se stampo il mio certificato penale non c’è niente, non si può dire lo stesso di diversi di loro”.

“In grado di ripagare il debito”

E sullo scoglio dei 49 milioni aggiunge: “Anzitutto sono molti meno, circa una ventina in meno, quasi la metà del debito è stato ripagato da un soggetto che non fa neanche attività politica, figurarsi quindi se la facesse. Se facciamo quest’azione è perché abbiamo la certezza di ripagare il debito”.

Continuano le fonti interne della Lega, sottolineando che “il Nord chiede soluzioni, risposte e concretezza, che il governo sta dando anche grazie alla spinta della Lega e dei suoi cinque ministri lombardi”. Ed ancora “C’è una Lega che lavora, con oltre 500 sindaci, governatori, migliaia di amministratori locali in tutta Italia, decine di migliaia di iscritti, eletti e militanti. C’è una Lega che lavora per organizzare una due giorni a Roma i giorni 8-9 settembre su temi economici in vista della manovra e per una Pontida con numeri da record. E poi c’è chi passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio”, evidenziano dal partito di Matteo Salvini.

“Salvini a percentuali da prefisso telefonico”

Pini a riguardo non risponde: “Non mi interessa Salvini, non sono un iscritto della ‘Lega Salvini premier’. Rispondo solo al commissario Iezzi se si degna di giustificare la sua inerzia, quello che chiediamo è solo la convocazione del congresso”. L’ex deputato romagnolo si dice anche convinto di fare a tempo per le prossime elezioni politiche: “Si deve fare prima delle elezioni, altrimenti significherebbe togliere agibilità politica ad un movimento politico che, ricordo, tuttora percepisce i fondi pubblici del 2 per mille ai partiti. Un movimento che prende fondi per fare attività politica, se gli viene impedito, si potrebbe pensare che allora stia facendo una truffa ai danni dello Stato?”

E chiude su Salvini sulla vicenda Vannacci: “E’ la prova provata di incapacità politica. Salvini ha saputo parlare per un certo tempo alla pancia degli italiani, ma nessuno ti perdona l’assoluta incongruenza se dici una cosa e fai il contrario”. La vecchia Lega Nord, rispolverata, invece “con gente diversa e capace, anche proveniente dalla ‘Lega Salvini Premier’”, spiega, può avere un risultato elettorale significativo, portando invece “la Lega di Salvini a una percentuale da prefisso telefonico”, conclude Pini.