di
Anna Paola Merone

Il direttore del Riccio: «In inverno torno in Valtellina. Che icona la Roberts»

Parla quattro lingue. E ne capisce una quinta, il napoletano. George Clooney quando ha incrociato i suoi occhi azzurri — un attimo prima di perdersi nella Temptation room, la stanza delle tentazioni, una sala completamente dedicata ai dolci — ha pensato di trovarsi di fronte a un autentico esemplare di uomo mediterraneo, versante normanno. E invece Roberto Bonetti, storico direttore de Il Riccio ad Anacapri — ristorante pied dans l’eau, a picco sulla Grotta Azzurra — è un montanaro. È nato a Morbegno, un luogo agli antipodi del mare. Un piccolo comune della Lombardia, poco più di 10mila anime, in provincia di Sondrio: centro principale della bassa Valtellina, intitolato Città alpina nel 2019.

Al di là dei chilometri che separano Morbegno e Capri, circa mille, quanto sono veramente distanti le Alpi dal Mediterraneo?
«Meno di quanto si possa immaginare. Io ho affrontato un percorso articolato prima di approdare sull’isola, ma ho capito molto presto che il mare era nel mio destino. Eppure ho la montagna nel cuore. Ma da quasi venticinque anni sono a Capri, dove ho la sensazione di sentirmi a casa».

Partiamo da una cornice temporale: quanti anni ha?

«Ne ho 61. Sono arrivato al Capri Palace nel 2002, dopo aver fatto una serie di esperienze in giro per il mondo. Nel 2009 sono approdato al Riccio, conquistato dal progetto per un beach club all’avanguardia: Tonino Cacace, all’epoca patron del Palace, voleva dare al suo hotel un accesso esclusivo al mare, creando un raffinato stabilimento balneare con una parte dedicata a un ristorante di lusso».



















































L’idea ha funzionato.
«Fin dagli esordi. Alla serata inaugurale del Riccio, diciassette anni fa, il caso volle che si ritrovassero contemporaneamente al ristorante Lucio Dalla, Peppino di Capri, Gianna Nannini, Edoardo Bennato e Sting. Erano arrivati separatamente, seduti a tavoli diversi. Poi qualcuno iniziò a suonare, qualcun altro si unì e, quasi per magia, fu musica fino a notte fonda. Il tutto negli spazi che fin dagli anni Sessanta erano un riferimento per il jet set internazionale di passaggio sull’isola, in cerca di un luogo davvero speciale. Qualche giorno fa a un tavolo era seduta una cliente tedesca che viene a Capri da molti anni. Aveva con sé delle foto che mi ha mostrato, scattate al vecchio locale».

Che si chiamava ’A ‘ddo Riccio. Il Riccio è un nome sostanzialmente uguale, ma dal significato diverso.
«Dal Riccio era riferito alla capigliatura del proprietario dell’epoca, che aveva una gran testa di riccioli e aveva dato al ristorante il nome con cui lo chiamavano tutti qui a Capri. Per stupire gli avventori, si tuffava improvvisamente in mare per poi riemergere mostrando trionfante un pesce o un grosso crostaceo, sostenendo di averlo catturato a mani nude. In realtà sott’acqua teneva nascosta una nassa ben fornita, dalla quale attingeva prima di tornare in superficie il suo “miracoloso” pescato. I suoi clienti fissi erano Jackie Kennedy, lo stilista Valentino, Maria Callas… Questo era anche il rifugio preferito di Aristotele Onassis: scendeva dal Christina, arrivava in tender e si godeva il pranzo e il tramonto».

Il Riccio è rimasto riferimento di moltissimi vip. George Clooney, con la moglie Amal, è stato da voi di recente e poi ha pensato di prendere stabilmente casa a Capri.
«Di certo è stato conquistato dalla nostra stanza interamente dedicata ai dolci, che si è fermato a fotografare. È arrivato a bordo di uno yacht e ha chiesto di sedere ad un tavolo un po’ defilato».

Altri ospiti famosi?
«Una lista lunghissima. Fra molti altri LeBron James, Michael Jordan, Jennifer Lopez, la principessa del Marocco, Carlos Alcaraz, Whoopi Goldberg, Paris Hilton e Andrea Bocelli. Una notte Leonardo DiCaprio volle capire come veniva preparato il pane: alle due del mattino la cucina venne riaperta per permettergli di impastarlo e infornarlo. Michael Fassbender, invece, in un’altra occasione preferì improvvisarsi bartender. Julia Roberts, con il suo grande sorriso e il cappello di paglia, resta fra tutte un’immagine semplice che sembra quasi una fotografia della Capri estiva. Ricordo poi Uma Thurman, Bradley Cooper, ma anche Kim Kardashian, Mariah Carey, Puff Daddy, Beyoncé, Jim Carrey e Katie Holmes. Ci sono state poi serate che appartengono a una storia più privata di questo posto. Il Riccio, chiuso al pubblico, ha ospitato eventi e performance di Jamiroquai e dei Duran Duran: pochi invitati, musica dal vivo e il Mediterraneo tutt’intorno».

Anna Wintour ama i vostri spaghetti ai ricci.
«Sì li ha scoperti qui. Siamo chiamati ogni volta ad essere all’altezza del posto magico dove siamo: il mare della Grotta Azzurra pare sia lo specchio d’acqua più fotografato al mondo».

La grotta ha una fascinazione anche per chi ha visto davvero tanto?
«Per tutti. Lo staff risponde a tante domande su aneddoti e curiosità: storie da ascoltare e portare via come ricordo».

Come è finita Capri nel suo destino?
«Da ragazzo studiavo all’alberghiero vicino a casa e in estate andavo a fare le stagioni: iniziai da Porto Cervo in estate, quindi Sankt Moritz durante le vacanze invernali. Poi ci furono gli stage, quindi ho incominciato a lavorare in giro per l’Europa per fare esperienza e imparare bene le lingue. Mi sono ritrovato in realtà molto diverse che mi hanno portato, infine, al Four Seasons di Milano, dove sono rimasto sei anni. È lì che ho conosciuto Ermanno Zanini, che è il general manager di Jumeirah Capri Palace e che era stato coinvolto da Tonino Cacace per il riposizionamento dell’albergo. Mi propose di seguirlo e di trasferirmi sull’isola e per me, che sentivo questa fascinazione per il Mediterraneo, non c’è stato alcun dubbio. Ho accettato immediatamente».

Lei vive stabilmente sull’isola?
«Sono qui nel periodo in cui siamo aperti: quindi dal 15 aprile all’11 ottobre. In inverno torno su, per stare insieme con la mia famiglia».

Anche sua moglie è valtellinese?
«No, mia moglie è di Agropoli, in provincia di Salerno. Arriva dal mare del Cilento, ma ha scelto di vivere a Morbegno, dove insegna e vive insieme con mio figlio, che ha 16 anni e che questa estate ha fatto uno stage al Palace. Una prima esperienza per capire meglio cosa chiedere alla vita e come affrontare e pianificare il futuro».

Una coppia che ha fatto percorsi geografici al contrario: come vi siete conosciuti?
«Lei lavorava alla Spa del Palace. Stiamo insieme dal 2006. Quando ci siamo sposati mi ha detto che preferiva andare a vivere in montagna, dove peraltro si è subito inserita professionalmente».

Lei preferisce il nuoto o lo sci?
«Scio bene e nuoto male, ma alla neve preferisco sempre il mare».

Tramonti e respiri hanno un profilo diverso a Capri e in Valtellina.
«Mi piace pensare che fra luoghi lontani ci possa essere una sintesi possibile, capace di amplificare le specifiche caratteristiche di ciascuno. Io sono al centro di queste due anime, di questi due mondi, di respiri diversi ma affini».

1 settembre 2026