Tutti in coda davanti alle carrozzerie e ai riparatori di parabrezza: sono giorni di super lavoro per i professionisti impegnati a gestire le migliaia di auto danneggiate dalla grandinata che lo scorso venerdì ha colpito Cremona. Mediamente, ogni carrozziere riceve dalle 20 alle 50 chiamate al giorno.
«Tra parabrezza sfondati, carrozzerie ammaccate e fanali rotti siamo sommersi – spiegano i carrozzieri -. La direzione quasi orizzontale del vento ha amplificato i danni sulle vetture e sui mezzi». E con il riproporsi sempre più frequente di eventi climatici estremi come quello di venerdì scorso, «il consiglio è quello di tutelarsi il più possibile, anche a livello assicurativo».
C’è poi chi lotta non solo con i danni altrui, ma anche con i propri. È il caso della carrozzeria Gulla, in via Mantova: aperta e pienamente operativa nonostante la supercella ne abbia scoperchiato il tetto. «Lunedì, primo giorno di apertura dopo il disastro, contavamo già un centinaio di richieste di riparazione – chiarisce il titolare Massimiliano Gulla – e adesso il telefono continua a squillare. Stiamo dicendo ai clienti che chi è assicurato deve procedere con l’apertura del sinistro con l’assicurazione. La procedura prevista è interamente telematica. Bisogna rispettarla, in modo da evitare il congestionamento del sistema».

Dopo la grandine le truffe, l’allarme sciacalli a Cremona
Dopo l’intervento di ieri sulla torre civica di palazzo comunale, con un’operazione altrettanto spettacolare ma ancora più delicata i vigili del fuoco hanno iniziato oggi a mettere in sicurezza la cattedrale di Cremona, diventata con la sua guglia spezzata il simbolo della città lombarda colpita al cuore dalla tempesta di grandine e vento dello scorso venerdì, mentre i carabinieri invitano a fare attenzione agli sciacalli che approfittano dei guai dovuti al maltempo per rubare nelle case o far truffe con finte raccolte fondi.
A muoversi sul duomo, utilizzando corde, imbragature e una speciale gru alta 42 metri arrivata dal Comando di Bologna, sono stati gli operatori del Nucleo Speleo alpino fluviale. Dalle nove del mattino alle quattro e mezza del pomeriggio hanno passato al setaccio la facciata e i lati muovendosi in tre fasi.
La prima, in accordo con la Soprintendenza, prevedeva il repertamento fotografico di tutti gli elementi da rimuovere, così da poterli poi ricollocare nello stesso identico punto durante la futura sistemazione. Nella seconda sono state levate tutte la parti danneggiate e a rischio crollo, dalla pietre fino al capitello caduto, recuperato nel tetto sfondato. Per finire, ultimata la bonifica dei detriti e degli elementi pericolanti, è stato “incerottato” il buco rimasto dopo il crollo della guglia per evitare infiltrazioni.
«La priorità era la sicurezza di fedeli e turisti che vengono nella cattedrale rimasta sempre aperta e così siamo tranquilli – ha spiegato il rettore, monsignor Gianluca Gaiardi -. Ora speriamo di poter provvedere presto al restauro». Con lui, in piazza con lo sguardo rivolto verso l’alto, anche il vescovo Antonio Napolioni: «La nostra cattedrale sarà sistemata, ma ora è più importante ringraziare il Signore perché non ci sono state vittime. E potevano esserci. I nostri monumenti feriti sono solo simboli di una vulnerabilità molto più grande, che fa parte della nostra condizioni umana e con cui dobbiamo confrontarci” ha riflettuto il vescovo.

Intanto, mentre i nuovi sopralluoghi eseguiti nelle scuole confermano che, fatta salva qualche limitazione, l’anno scolastico partirà regolarmente in tutti gli istituti cremonesi, scatta l’allarme sciacalli. Lo hanno lanciato, raccomandando prudenza e massima attenzione, i carabinieri che raccomandano di diffidare da richieste anomale, come quelle di finti periti o falsi tecnici che spacciandosi per inviati dall’assicurazione, piuttosto che per tecnici comunali, provinciali o di enti amministrativi, con il pretesto di dover effettuare sopralluoghi per la conta dei danni cercano di introdursi nelle abitazioni e chiedono soldi per spese di istruttoria o per accelerare i rimborsi. «Attenzione – invitano dall’Arma – anche alle collette di beneficenza fasulle porta a porta». Mauro Cabrini (agenzia Ansa)

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