Togliere lo smartphone dalle mani di un adolescente può davvero proteggerne la salute mentale?

È una domanda che ormai attraversa famiglie, scuole e governi. Perché dietro uno schermo possono esserci amicizie e divertimento, ma anche notti con meno sonno, cyberbullismo, contenuti disturbanti e quella difficoltà a smettere di scorrere che molti genitori conoscono bene.

Mentre cresce la tentazione di risolvere il problema vietando i social ai più giovani, l’Estonia ha deciso di fare qualcosa di diverso: prima di proibire, vuole capire cosa funziona davvero.

Il premier Kristen Michal ha chiamato dieci esperti per studiare l’impatto di social network e videogiochi sulla salute mentale dei ragazzi e indicare entro la fine del 2026 possibili interventi per Governo, famiglie e giovani.

E la scelta pesa ancora di più perché arriva dall’Estonia, uno dei Paesi simbolo della trasformazione digitale europea.

Quando il telefono comincia a togliere qualcosa

Il problema, secondo gli esperti, non può essere ridotto al numero di ore trascorse davanti a uno schermo.

Conta cosa succede durante quelle ore.

Un adolescente può utilizzare internet per parlare con gli amici, studiare o coltivare un interesse.

Un altro può trascorrere lo stesso tempo confrontandosi continuamente con vite apparentemente perfette, subendo molestie, incontrando contenuti violenti o sessualmente espliciti oppure facendo sempre più fatica a staccarsi.

È qui che la questione digitale diventa anche una questione di salute.

I dati dello studio internazionale HBSC mostrano che nel 2022 il 8% degli adolescenti estoni tra 11 e 15 anni presentava segnali di uso problematico dei social media, rispetto al 6% del 2018. La percentuale arrivava al 10% tra le ragazze.

Il 63% delle ragazze e il 47% dei ragazzi riferiva inoltre almeno due ore quotidiane sui social.

Ma sono soprattutto le associazioni con il benessere a preoccupare: maggiore utilizzo dei media elettronici per comunicare è stato collegato a minore soddisfazione per la propria vita, meno sonno, peggiori risultati scolastici e maggiore frequenza di episodi depressivi.

Attenzione: i social non sono una diagnosi

C’è però una distinzione fondamentale.

Questi dati non dimostrano che usare i social provochi depressione. Un ragazzo che sta già vivendo un disagio potrebbe, per esempio, rifugiarsi maggiormente online. E gli effetti possono essere molto diversi a seconda dell’età, della vulnerabilità personale, della famiglia e soprattutto di ciò che si fa in rete.

È proprio questa complessità che Tallinn vuole studiare prima di scegliere la terapia.

Vietare o insegnare a vivere nel digitale?

L’Estonia parte da una convinzione: i divieti, da soli, potrebbero non essere sufficienti.

Per questo la commissione riunisce competenze diverse, dalla psicologia alle neuroscienze, dalla psichiatria allo studio dei media e alla protezione dell’infanzia, coinvolgendo anche i giovani.

Il Paese aveva già iniziato dalla prevenzione. Con “Suur digiseiklus”, la “Grande avventura digitale”, bambini ancora piccoli imparano attraverso storie e giochi senza schermo a riconoscere cyberbullismo, adescamento e altri pericoli online.

Ora la domanda diventa più ambiziosa.

Se smartphone, videogiochi e social sono ormai parte della vita dei ragazzi, come impedire che siano loro a controllare i ragazzi?

L’esperimento estone potrebbe interessare molto più dei suoi 1,3 milioni di abitanti. Perché il dilemma che Tallinn sta cercando di risolvere è ormai quello di milioni di genitori europei: non soltanto decidere quanto tempo concedere davanti a uno schermo, ma capire quando la vita digitale comincia a sottrarre sonno, serenità e spazio alla vita reale.

Fonti:

Governo della Repubblica di Estonia, comunicazione del 31 agosto 2026 sulla costituzione del gruppo di esperti per la salute mentale dei giovani nell’ambiente digitale.

Euronews Health, Estonia moves to protect youth’s mental health in the digital age, 31 agosto 2026.

Tervise Arengu Instituut (National Institute for Health Development), Health Behaviour in School-aged Children (HBSC), Estonia.

University of Tartu, EU Kids Online Estonia, 2025.

Commissione europea – DG Migration and Home Affairs, EU funded project in Estonia aims to make the internet safer for children, 30 giugno 2026.