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La popolazione del kākāpō, il pappagallo più pesante del mondo e una delle specie di uccelli più minacciate del pianeta, ha superato per la prima volta in 75 anni quota 300 esemplari. A contribuire alla crescita sono stati i 90 pulcini nati durante una stagione riproduttiva da record, favorita dall’abbondante produzione di frutti di un albero nativo della Nuova Zelanda.
APPROFONDIMENTI
I nuovi pulcini
Il primo settembre i 90 nuovi pulcini sono stati ufficialmente conteggiati nella popolazione, portando il numero complessivo dei kākāpō a 325 esemplari, il livello più alto raggiunto dall’inizio degli attuali programmi di conservazione.
«L’ultima volta che si ritiene che la popolazione abbia superato i 300 esemplari potrebbe risalire a 75 anni fa» – ha spiegato Deidre Vercoe, responsabile delle operazioni del programma di recupero del kākāpō del dipartimento neozelandese per la conservazione.
«Tra una stagione riproduttiva e l’altra sono trascorsi quattro anni, quindi è fantastico vedere finalmente la popolazione aumentare dopo tutto questo tempo» – ha aggiunto.
La riproduzione di questo particolare pappagallo
Il programma di recupero è stato avviato nel 1995, quando erano rimasti appena 51 kākāpō, da allora gli esperti hanno dovuto affrontare numerose difficoltà, tra cui la scarsa diversità genetica, problemi di fertilità e bassi tassi di schiusa delle uova.
Oggi esistono tre popolazioni riproduttive, tutte ospitate su isole al largo dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda dove i predatori sono stati eliminati. La riproduzione del kākāpō è particolarmente lenta: questi pappagalli si riproducono infatti soltanto ogni due-quattro anni, quando gli alberi di rimu producono grandi quantità di bacche.
Dopo quattro anni di attesa, l’abbondante raccolto di frutti registrato quest’anno ha spinto gli uccelli a riprodursi, dando vita a un numero record di pulcini. «Nei primi anni del programma di recupero ci sono voluti 16 anni per produrre un numero simile di pulcini», ha raccontato Vercoe.
I comportamente “speciali” di questa specie
Il kākāpō può vivere tra i 60 e gli 80 anni e raggiungere un peso di circa 4 chilogrammi ed è diventato inoltre una vera star del web per i suoi comportamenti insoliti e particolarmente divertenti: durante l’ultima stagione riproduttiva, più di 100mila persone si sono collegate per seguire in diretta la vita di una femmina, osservandola dormire, mangiare e prendersi cura del nido e dei suoi piccoli.
Anche il corteggiamento è molto particolare: i maschi infatti si riuniscono in aree chiamate “lek”, dove producono un caratteristico suono profondo e rimbombante.
Il richiamo viene generato grazie a sacche d’aria presenti nel petto mentre gli animali si posizionano all’interno di piccole conche scavate nel terreno. Il loro “boom”, udibile fino a 5 chilometri di distanza, ricorda il suono prodotto pizzicando delicatamente la corda di un violoncello.
E dopo l’accoppiamento, le femmine depongono generalmente da uno a quattro uova e si occupano da sole della loro incubazione e della cura dei piccoli per circa sei mesi. Quando raggiungono i 150 giorni di vita, i pulcini lasciano il nido e vengono considerati sufficientemente indipendenti per essere inseriti ufficialmente nel conteggio della popolazione.
La più giovane nata durante la stagione riproduttiva del 2026 è stata la femmina Awarua-A3, venuta alla luce il 30 marzo. Secondo i modelli elaborati dagli esperti, la prossima stagione riproduttiva potrebbe arrivare già nel 2028.
«Ci prenderemo un momento per fermarci e riflettere su questo anno straordinario, ma stiamo già guardando al 2028 e preparando quello che potrebbe accadere», ha concluso Vercoe.
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