C’è un farmaco che può trasformare un’overdose potenzialmente mortale in un’emergenza reversibile. Si chiama naloxone e, quando sono coinvolti oppioidi come eroina, metadone o potenti oppioidi sintetici, può ripristinare in pochi minuti una respirazione compromessa.
È uno degli strumenti più importanti per prevenire le morti da overdose. E torna al centro dell’attenzione mentre in Italia i decessi per intossicazione acuta da sostanze ricominciano a crescere.
Nel 2025 ne sono stati registrati 249, contro 231 nel 2024: +7,8%, quasi cinque morti ogni settimana. Nello stesso anno gli accessi al pronto soccorso per condizioni direttamente legate all’uso di droghe sono stati 9.641, il 15% in più.
In occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose del 31 agosto, Forum Droghe chiede per questo che la prevenzione delle morti diventi un vero obiettivo nazionale.
Naloxone, che cosa succede quando viene somministrato
Il pericolo maggiore di un’overdose da oppioidi è la depressione respiratoria: il respiro rallenta fino a diventare insufficiente e può arrestarsi. Senza ossigeno, in pochi minuti possono verificarsi danni cerebrali e morte.
Il naloxone si lega agli stessi recettori sui quali agiscono gli oppioidi e ne blocca temporaneamente gli effetti. Se somministrato rapidamente può quindi far riprendere la respirazione.
Non provoca dipendenza e, se somministrato a una persona che non ha assunto oppioidi, generalmente non produce effetti significativi. Per questo l’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) raccomanda che le persone che potrebbero assistere a un’overdose abbiano accesso al naloxone e siano istruite a utilizzarlo.
Non sostituisce il 112: il suo effetto può durare meno di quello dell’oppioide responsabile dell’intossicazione e può rendersi necessaria un’ulteriore somministrazione e l’assistenza sanitaria.
In Italia si può ottenere senza ricetta
L’Italia parte da una condizione favorevole: il naloxone è disponibile senza prescrizione medica. Il problema è renderlo realmente accessibile dove serve e far conoscere il suo utilizzo.
La distribuzione attraverso servizi per le dipendenze e programmi di riduzione del danno permette di portarlo direttamente nelle mani delle persone che hanno maggiori probabilità di trovarsi davanti a un’overdose.
È particolarmente importante in una fase in cui l’Europa guarda con preoccupazione alla comparsa di oppioidi sintetici molto potenti, capaci di provocare gravi intossicazioni anche a dosi estremamente basse.
Ma oggi l’overdose non significa soltanto eroina
Il naloxone ha un limite fondamentale: agisce sugli oppioidi, non sulla cocaina o sugli altri stimolanti.
E il quadro italiano sta cambiando. Nel 2025 la cocaina è stata indicata come responsabile del 33% dei decessi registrati ed è stata associata al 32% dei ricoveri droga-correlati.
L’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe sottolinea inoltre che molte overdose fatali coinvolgono più sostanze contemporaneamente. È uno dei motivi per cui la prevenzione non può affidarsi a un unico intervento.
Forum Droghe propone, accanto alla diffusione del naloxone, servizi a bassa soglia più capillari, drug checking per conoscere la composizione delle sostanze e spazi per il consumo supervisionato.
Il dato forse più importante della Giornata del 31 agosto è allora questo: una parte delle morti per overdose può essere evitata. E nel caso degli oppioidi esiste già uno strumento salvavita semplice e conosciuto da decenni. La sfida della sanità pubblica è fare in modo che il naloxone sia disponibile proprio nel luogo e nel momento in cui quei pochi minuti possono decidere tra la vita e la morte.

Fonti:
- Dipartimento per le Politiche Antidroga – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 – dati 2025.
- ANSA, 31 agosto 2026, Forum Droghe: “La prevenzione delle morti per overdose diventi obiettivo nazionale”.
- European Union Drugs Agency (EUDA), European Drug Report 2026 – Drug-induced deaths.
- European Union Drugs Agency (EUDA), European Drug Report 2026 – Harm reduction.
- World Health Organization (WHO), Opioid overdose; Community management of opioid overdose.