Caro Aldo,
sono un cittadino con tendenze conservatrici ma non ho mai votato per chi non riesce a pronunciare la parola antifascista. Non volendo rinunciare al mio diritto di voto «obtorto collo mi debbo rivolgere all’altra coalizione (campo largo?) della quale forse per mia insipienza non riesco a capirci nulla: né programma, né definiti partiti di coalizione, né possibile leader. Innanzitutto il programma. Lei che ne pensa ?
Sandro Alessandrini

Non ne posso più di assistere al carosello dei nomi per la scelta della leadership del centrosinistra. Chi parla dei programmi politici?
Matteo Canale, Roma

Cari lettori,
non sono d’accordo. Nessuno ha mai votato un partito, una coalizione, un leader in base al programma. Si vota per interesse, o per appartenenza, o sull’onda della tendenza del momento. I programmi di partito non li legge nessuno. E comunque ve lo dico io qual è il programma del centrosinistra: aumentare le tasse a chi già le paga, e aumentare ulteriormente la spesa pubblica. Leggo interviste inquietanti, secondo cui bisogna far pagare le tasse ai «super ricchi» che superano gli 80 mila euro lordi l’anno. Vengono cioè considerati alla stregua di Elon Musk, che ha un patrimonio personale di un triliardo di dollari, lavoratori che hanno ben meritato nella vita e portano una responsabilità: dimezzati dalle aliquote che già ci sono, 81 mila euro all’anno equivalgono a uno stipendio di poco più di 3 mila euro netti al mese, il salario di un medico ospedaliero, di un preside, di un ufficiale delle forze dell’ordine. Certo, tassare i veri super ricchi sarebbe giusto; ma i loro patrimoni sono quasi tutti già al sicuro nei paradisi fiscali. Questo però i capi del centrosinistra non lo sanno, o fingono di non saperlo. Certo, gli italiani che dichiarano più di 80 mila euro sono pochi; ma quelli che li guadagnano sono molto di più. Il centrosinistra dovrebbe far pagare le tasse a chi non le paga; ma è molto più facile accanirsi sui contribuenti che non vogliono o non possono evadere.
In realtà, la scelta del leader è molto importante. In tutte le democrazie moderne la figura del candidato premier è decisiva. Non è affatto la stessa cosa se a guidare la coalizione sarà Elly Schlein o Giuseppe Conte o Silvia Salis o una quarta figura che oggi non si riesce ancora a intravedere. Le primarie possono diventare una lotta fratricida, come possono essere l’occasione per costruire una coalizione vera; mi permetto però di dubitarne, perché i Cinquestelle nascono contro il Pd, i due elettorati restano molto distanti su tanti punti, e non sempre partiti diversi riescono a sommare i loro voti. Molto dipenderà dalla legge elettorale. Se imporrà di indicare il leader della coalizione, il centrosinistra non se la potrà cavare indicando un diciottenne e un partigiano. Decisive saranno anche le regole: i Cinquestelle spingono per il voto via web, il Pd per i gazebo; Conte ha bisogno del turno unico, il Pd del doppio turno.



















































1 settembre 2026