ROVIGO – Doveva essere il giorno della presa di servizio, per qualcuno è diventato quello della telefonata che rimette tutto in discussione. Decine di docenti precari polesani hanno trascorso ore con il fiato sospeso dopo che l’assegnazione delle supplenze è stata bloccata dall’Ufficio Scolastico provinciale a causa di errori nel bollettino pubblicato per gli incarichi a tempo determinato. In qualche caso gli insegnanti erano già pronti a presentarsi a scuola ieri mattina, 1° settembre. Poi lo stop: nomine da annullare e procedura da rifare.
A mandare in tilt il meccanismo sarebbe stato un problema nell’elaborazione informatica dei posti disponibili, il famoso algoritmo. In sostanza, alcuni posti sarebbero stati conteggiati due volte, con il risultato paradossale di assegnare la stessa cattedra a due persone diverse.
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L’errore nel sistema
Il primo passaggio era filato senza particolari problemi. Dopo il cosiddetto “bollettino zero”, utilizzato per confermare su richiesta delle famiglie alcuni insegnanti di sostegno già in servizio con gli stessi alunni, sabato era stato pubblicato il bollettino con le altre supplenze, comprese quelle fino al 30 giugno e al 31 agosto. Gli aspiranti avevano precedentemente indicato fino a 150 preferenze fra scuole, comuni e tipologie di posto e il sistema informatico aveva incrociato disponibilità e graduatorie per attribuire gli incarichi.
Poi sono emerse le anomalie. Il problema avrebbe riguardato in particolare la gestione di alcuni posti ottimizzati e degli spezzoni, cioè le cattedre costituite da un numero di ore inferiore rispetto all’orario completo.
Un errore nell’inserimento o nell’elaborazione dei dati avrebbe portato a considerare più volte la medesima disponibilità. A quel punto correggere qualche singola nomina non sarebbe stato sufficiente: modificando un’assegnazione, infatti, si rischia di alterare a cascata quelle successive.
«Il bollettino ieri (lunedì, ndr) si sono accorti che aveva dei problemi. Ha contato due volte gli stessi posti in alcune situazioni – spiega Rita Bonfante dello Snals –. Diventa impossibile risolvere, bisogna praticamente rifarlo». Il sindacato ha cercato di avvertire rapidamente i propri iscritti. «C’era gente anche stamattina (ieri, ndr) che doveva andare a prendere servizio ed è stata bloccata. Entro la giornata dovrebbero risolverlo con una presa di servizio da domani (oggi, ndr) mattina».
L’incertezza
Una situazione che ha significato soprattutto ore di ansia per chi, dopo mesi di graduatorie e attese, pensava ormai di conoscere la scuola nella quale avrebbe lavorato. «Qualcuno ha fatto una brutta notte», sintetizza Bonfante.
Ma al pasticcio delle supplenze si aggiunge un’altra incognita. A pochi giorni dalla prima campanella le scuole polesane sarebbero ancora in attesa della definizione completa dell’organico di fatto, vale a dire l’adeguamento del numero reale di docenti necessario sulla base della situazione effettiva delle classi, delle iscrizioni e degli altri elementi emersi dopo la definizione degli organici iniziali. Dati che normalmente arrivavano molto prima e che quest’anno, secondo quanto riferito, al 1° settembre non erano ancora completamente disponibili.
«Con questi algoritmi ci sono delle difficoltà – osserva Bonfante – : non si sa dove siano i posti e possono succedere errori di cui è difficile accorgersi».
Prima dell’automatizzazione, sottolinea, il controllo diretto degli uffici e dei docenti rendeva più immediato intercettare alcune anomalie. Adesso la priorità è una: rifare correttamente le assegnazioni e consentire ai precari di sapere, finalmente, in quale scuola dovranno presentarsi a lavorare.