di
Monica Scozzafava
Il centrocampista del Napoli dovrà operarsi e rientrerà dopo la sosta: «Mi sento un leader, non mangio la pizza ma adoro il mare. I social? Le persone intelligenti non ne hanno bisogno»
Come sta, Scott?
«Bene, grazie. Lei?».
Il colorito del viso è dorato, gli occhi sorridono. È in tenuta da allenamento, si muove con pacatezza, eleganza: Scott McTominay ha appena saputo che dovrà operarsi al cuore, e la sua tranquillità ci spiazza. Ci concede l’intervista come se nulla stesse per accadere. Ha un’aritmia benigna, riscontrata già da qualche tempo, dovrà sottoporsi a un intervento di ablazione per regolarizzare il battito cardiaco.
Preoccupato?
«No, è un problema che devo affrontare. L’ho saputo ora dell’operazione. Ma ci vedremo presto, prestissimo. Più forte di prima».
Lo scozzese rientrerà dopo la sosta di campionato.
Alla vigilia di Inter e Arsenal non è proprio una gran notizia.
«Vero, vorrei sempre dare il mio contributo alla squadra, ma ci sono cose non prevedibili e non controllabili. I miei compagni saranno concentrati, l’Inter non è più forte di noi».
Le era successo anche al Mondiale di non star bene.
«Sì ed è stato molto più difficile. Due giorni prima della prima partita sono stato male e non sapevo se avrei giocato o meno. È stata dura prepararmi mentalmente. Poi, le temperature alte hanno reso la situazione ancora più difficile. Guardando indietro, è un grande rimpianto della mia carriera».
Scott, qual è il suo primo ricordo da bambino?
«Ho avuto un’infanzia bellissima con la mia famiglia. Sono cresciuto praticando sport. Solo ricordi felici».
Uno in particolare?
«Il calcio, ho giocato sempre. A casa, per strada. Con un pallone piccolo come me che non ero così alto e grosso».
Si immagini, ora, in un posto che le piace e la rilassa, dove si vede?
«A giocare a golf».
Lei è sempre molto attento al recupero fisico: terapie con luce rossa, bagni nel ghiaccio, lenti per dormire.
«Quando non mi alleno, sono a casa a fare recupero per assicurarmi il massimo benessere. È una cosa molto importante nel calcio».
L’Inter arriva dopo la sconfitta col Como. Lei non ci sarà.
«Purtroppo. È una partita importante, una sfida enorme. Dobbiamo arrivarci con la piena convinzione di poter andare lì e vincere. Li abbiamo già battuti una volta quindi non vedo perché non dovremmo riuscirci di nuovo».
Forse perché l’Inter ha una rosa più forte?
«No. Non mi siederei mai qui a dire che altri sono migliori di noi, che hanno giocatori più forti, perché non è così che vedo il calcio. Ammettere una cosa del genere sarebbe un segnale di debolezza».
Un giocatore che toglierebbe all’Inter.
«Uno solo?! Direi Lautaro, perché segna tantissimi gol».
Da Conte ad Allegri, che cosa è cambiato.
«Sono allenatori diversi. Conte era molto orientato sulla tattica e ci allenavamo molto. Ho vissuto due anni bellissimi con lui. È straordinario, un vincente seriale. Solo il tempo dirà come andrà con il nuovo allenatore, ma finora è una brava persona e ha buone idee tattiche. Abbiamo solo bisogno di tempo per metterle in pratica e giocare un po’ meglio».
Il Napoli che aspettative ha in questa stagione?
«Per ora vogliamo andare avanti in Champions, per noi è molto importante».
È in contatto con Ferguson?
«Ho parlato con lui l’ultima volta al telefono un anno fa. È un uomo molto impegnato ma sono sicuro che se avessi bisogno mi aiuterebbe».
Ha esordito in Premier con Mourinho, se la chiamasse per andare al Real Madrid, ci andrebbe?
«Se succedesse, ci penserei».
Pizza, mare e sole: cosa preferisce?
«Non mangio la pizza, l’ho provata una volta sola da quando sono a Napoli. Mi piace invece il mare. Ma in questo periodo la temperatura è alta, se rimani troppo a lungo al sole puoi disidratarti e non fa bene al recupero quando ti alleni ogni singolo giorno».
In Champions salterà l’Arsenal, non il derby con il City.
«Ogni partita di Champions è dura. Quest’anno abbiamo un allenatore più adattabile al calcio della Champions e questo dovrebbe aiutarci molto».
McTominay e De Bruyne, insieme si può?
«Certo. Kevin è straordinario e ci conosciamo molto bene. Abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo, questo aiuta. Ovviamente dipende dall’allenatore e dalla formazione che sceglie».
Alcuni dei suoi gol sono diventati iconici. La rovesciata, per esempio.
«La provo solo quando sento che il momento è quello giusto. Non la farei mai solo per esibirmi o per cercare di segnare un gol spettacolare».
Ha tranquillizzato i tifosi sui social, li usa spesso?
«Sul mio telefono non ho app di social media. Le persone intelligenti non sentono il bisogno di sentirsi amati o odiati».
Famiglia, calcio, fidanzata: dia una priorità
«Vorrei presto un figlio».
Quante chat di gruppo ha sul telefono?
«Troppe. Ma sono pessimo con il telefono. Le uniche persone a cui scrivo e rispondo sono mia madre e la mia ragazza».
Il gol più bello.
«Quello dello scudetto, non lo dimenticherò mai per il resto della mia vita».
Si considera un leader?
«Il mio stile non è quello di urlare molto. La mia idea per la squadra è avere standard elevati, alzare sempre il livello e assicurarsi che ogni dettaglio sia curato. Non mi piace quando durante gli allenamenti ci sono troppe risate e si scherza troppo. Quindi sì, mi sento un leader, ma ce ne sono altri nel gruppo».
Ci dica la verità, il suo cuore per chi batte forte?
«Il mio cuore è grande così. A presto».
2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 07:11)
© RIPRODUZIONE RISERVATA