di
Chiara Maffioletti

L’attore dopo il prestigioso riconoscimento sarà anche tra gli ospiti di una masterclass e parteciperà a un forum. «Venezia è il mio festival preferito in assoluto»

Dalla nostra inviata
VENEZIA – Lo scorso anno, a Venezia, nel film Jay Kelly George Clooney interpretava un divo di Hollywood che volava in Italia per ricevere un premio alla carriera. Quest’anno George Clooney è quel divo. Con l’idea di aggiungere nuovi ricordi alla sua lunga storia d’amore con la Mostra, l’attore — 65 anni compiuti il 6 maggio e splendidamente portati —, non si limiterà a ricevere il Leone d’Oro alla carriera sfoggiando il suo miglior sorriso ai fotografi, come tanti prima di lui, ma diventerà di fatto il testimonial dell’avvio di questa edizione della rassegna, protagonista di tre eventi in programma nella prima settimana. What else per confermare che per Clooney — la star americana più italiana che c’è — Venezia non è un festival come tutti gli altri, ma piuttosto un suo luogo del cuore già da quella prima volta, nel 1998, quando debuttò al Lido presentando il film di Steven Soderbergh Out of Sight, in cui recitava al fianco di Jennifer Lopez. 

Fino ad allora lui era semplicemente un divo televisivo, guardato quindi con quel più o meno dissimulato snobismo con cui il cinema, fino a qualche decennio fa, catalogava la televisione. Invece fu amore. Con la Mostra, che lo accolse con entusiasmo, ma anche con Venezia, dove nel 2014 si è anche sposato con l’avvocata Amal Alamuddin, mettendo fine definitivamente (almeno per ora) alla sua fama di eterno scapolo. 



















































Ecco che allora, ricevere oggi questo prestigioso premio dalle mani di Laura Dern (che in Jay Kelly era la sua assistente, ndr.) durante la cerimonia di apertura, avrà per lui un significato speciale. Ma sarà solo il primo appuntamento da spuntare in agenda per Clooney. Nemmeno il tempo di lasciare il Lido a fine serata, che il divo dovrà già tornare al pontile del celebre Cipriani — l’hotel delle star dove si tratterrà per tutta la settimana — e salire sulla sua lancia alla volta del Lido. 

Domani, infatti, alle 16, sarà tra gli ospiti di una masterclass inserita nel programma ufficiale della Biennale (si può seguire anche in streaming) per ripercorrere quel tratto di strada che ha portato l’attore proprio dalle corsie di E.R. – Medici in prima linea fino al premio di oggi. Venerdì, infine, il re di Venezia parteciperà al forum internazionale «The Future of… Creativity», introdotto dal direttore Alessandro Barbera, che si concentrerà sulle trasformazioni che stanno cambiando il mondo della creatività, del cinema e della tecnologia. «Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così», aveva dichiarato il divo nell’accettare il riconoscimento. 

E in effetti, nelle sue undici volte alla Mostra, i «momenti straordinari» non sono mancati: nel 2003 presentò Prima ti sposo poi ti rovino dei Coen, nel 2005 fece il cambio di paradigma che lo consacrò come autore con la sua seconda regia, Good Night, and Good Luck, che gli valse il premio per la Migliore sceneggiatura. E poi Michael Clayton nel 2007, nel 2008 Burn After Reading con l’amico Brad Pitt e nel 2009 L’uomo che fissa le capre, sfilando sul tappeto rosso con l’allora fidanzata Elisabetta Canalis. E ancora Suburbicon nel 2017 e Wolfs – Lupi Solitari due anni fa. Clooney a Venezia non è solo cinema ma anche glamour e quel che resta di una Hollywood dorata, oggi travolta da algoritmi e logiche social. 

2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 08:42)