Un cognome così arriva sempre qualche secondo prima. Paratici nel calcio italiano significa Juventus, Sampdoria, Tottenham, mercato ai massimi livelli  in questo momento soprattutto Fiorentina. Da qualche anno, però, quel cognome compare anche sui tabellini delle giovanili. Accanto c’è scritto Lorenzo, classe 2008, attaccante. Adesso la sua strada porta fino a Trigoria. Un anno fa vi era arrivato quasi in punta di piedi dalla Sampdoria e appena 72 ore dopo aveva segnato tre gol in un’amichevole della prima squadra contro il Roma City, presentandosi nel modo più rumoroso possibile. Poi sono arrivati una stagione in giallorosso, i gol con l’Under 18, qualche apparizione in Primavera e infine il ritorno a Genova per fine prestito, dove è da poco arrivata la firma sul primo contratto da professionista fino al 2028.

Con la Lupa sembrava finita, invece era soltanto un arrivederci. La Roma ha riportato il classe 2008 nella Capitale, sempre con la formula del trasferimento temporaneo e diritto di opzione. Stavolta Lorenzo conosce già i cancelli di Trigoria e tutto l’ambiente. Per questo il suo secondo arrivo ha un sapore diverso dal primo. È un altro salto in una carriera che a soli 16 anni ha già attraversato anche Torino, Vercelli e Genova. E per raccontarla bisogna tornare indietro, a quando Lorenzo indossava il numero 9 sui campi regionali piemontesi e segnava praticamente ogni volta che gli capitava un pallone vicino alla porta.



PRIMA DI ROMA C’ERA LA SISPORT: UN GOL OGNI 38 MINUTI

Di Lorenzo Paratici raccontavamo già nell’aprile del 2022. Aveva 13 anni, giocava nell’Under 14 della Sisport e si era conquistato una definizione piuttosto eloquente: il cecchino. In quel campionato aveva raggiunto quota 14 reti, con una media impressionante di un gol ogni 38 minuti. Era un attaccante versatile, con il 9 sulle spalle, già capace di trasformare pochi palloni in occasioni decisive. In tribuna capitava di vedere papà Fabio, allora dirigente del Tottenham. Sul campo, però, Lorenzo iniziava a costruire una storia completamente sua. Quella Sisport rappresentava anche un legame particolare con l’ambiente juventino, vista la collaborazione che unisce il club torinese alla Juventus. Proprio da lì sarebbe partito un percorso che, quasi per gioco del destino, avrebbe riportato Paratici più avanti davanti ai bianconeri. Stavolta da avversario.

PRO VERCELLI, I GOL PESANTI E LA VOGLIA DI CRESCERE

Il passaggio successivo porta alla Pro Vercelli, dove Paratici entra nel calcio dei settori giovanili professionistici. Anche lì lascia presto una traccia. Nella stagione Under 15 diventa uno degli uomini decisivi della squadra di Riccardo Leardi. Contro il Renate, in particolare, costruisce una curiosa storia personale: segna il gol dell’1-0 all’andata, in pieno recupero, e decide ancora con lo stesso risultato la gara di ritorno. In mezzo arrivano anche le reti contro Sangiuliano City e Novara. Il suo allenatore, dopo un’altra giocata decisiva, ne sottolinea movimento e qualità della conclusione. Sono anni importanti perché il cognome smette gradualmente di essere la prima cosa da raccontare. Cominciano a esserci i gol, i movimenti dentro l’area, quella capacità di comparire nel punto giusto che accompagnerà Paratici anche nelle categorie successive.

Lorenzo Paratici ai tempi della Pro Vercelli in Under 15


ALLA SAMPDORIA ARRIVA LA SVOLTA

Nel 2023 la Sampdoria lo porta a Genova. È qui che la crescita accelera. Con l’Under 16 blucerchiata Paratici diventa il riferimento offensivo di una squadra protagonista ai massimi livelli nazionali. Durante la regular season segna otto gol, firmando doppiette contro Napoli e Reggiana e trovando anche una rete pesantissima nel derby con il Genoa. Poi arrivano i playoff e una partita che sembra scritta apposta per lui. Nei quarti di finale contro la Juventus, Lorenzo firma una doppietta nei primi sedici minuti dell’andata vinta dalla Sampdoria per 3-1. Prima una conclusione in coordinazione, poi un tap-in da centravanti puro. Sprint e Sport ne sottolinea anche il lavoro lontano dalla porta: palloni difesi, falli conquistati, aiuto alla squadra. Con quelle reti supera la doppia cifra stagionale e diventa il secondo miglior marcatore blucerchiato alle spalle di Giuseppe Forte. Al ritorno mette nuovamente piede a Vinovo, il luogo legato alla sua prima formazione calcistica. La Juventus vince 1-0, ma la Samp protegge il vantaggio dell’andata e vola in semifinale. Per Paratici è una piccola chiusura del cerchio: partire dall’universo bianconero e tornarci da avversario, eliminandolo dalla corsa Scudetto.

DALLE GIOVANILI ALLA PRIMAVERA, SEMPRE IN ANTICIPO

La stagione 2024-2025 conferma che Paratici può reggere anche salti di categoria molto rapidi. Parte dall’Under 18, poi sale fino alla Primavera della Sampdoria pur essendo ancora un classe 2008. Chiude con 7 gol in 18 presenze in Primavera e 13 reti nelle 36 partite complessivamente disputate nelle varie categorie secondo i dati raccolti da Sprint e Sport. In un’analisi dedicata ai giovani bomber del campionato, è addirittura il più giovane tra i marcatori messi in evidenza: mentre gran parte della competizione è ancora dominata dai 2005 e dai 2006, lui riesce a farsi spazio con due anni di anticipo. Arrivano anche le chiamate nelle Nazionali giovanili, prima nel giro dell’Under 16 e poi dell’Under 17, e nell’estate successiva c’è un altro piccolo assaggio di futuro: Massimo Donati lo aggrega alla prima squadra della Sampdoria e gli concede minuti nell’amichevole vinta 8-0 contro la Rosa Camunia. Segnali diversi, tutti nella stessa direzione.

UN ANNO FA LA TRIPLETTA DOPO APPENA TRE GIORNI

Poi il primo impatto con la Roma era stato indimenticabile. Paratici era arrivato dalla Sampdoria negli ultimi giorni del mercato estivo 2025 insieme a Giuseppe Forte. Il trasferimento era stato chiuso in prestito con opzione, dopo una stagione in cui Lorenzo aveva già bruciato alcune tappe nel vivaio blucerchiato. Tre giorni dopo il suo arrivo, Gian Piero Gasperini aveva bisogno di giovani per completare il gruppo della prima squadra durante la sosta delle Nazionali. Paratici viene chiamato per l’amichevole contro il Roma City e trasforma quella che poteva essere una semplice occasione in una presentazione da ricordare. Tre gol. Il primo dopo aver recuperato un pallone, il secondo di testa su calcio d’angolo, il terzo girandosi dentro l’area. Sprint e Sport aveva raccontato quella partita come l’esordio sorprendente di un ragazzo appena arrivato nella Capitale. In novanta minuti il nuovo attaccante aveva già lasciato il segno nel proprio passaggio alla Roma.

CON L’UNDER 18 DIVENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO

La tripletta con i grandi rimane l’immagine più spettacolare, ma la stagione di Paratici si costruisce soprattutto lontano dai riflettori della Serie A. Con l’Under 18 della Roma trova continuità e gol. Chiude il campionato con 12 reti in 14 presenze, numeri che raccontano quanto il suo inserimento sia stato rapido e quanto Mattia Scala abbia imparato a conoscerne le caratteristiche. In Primavera lo spazio è inferiore: secondo le statistiche disponibili colleziona 12 presenze e un gol nel campionato Primavera 1 2025-26. È ancora un 2008 inserito in una categoria popolata prevalentemente da ragazzi più grandi, e la stagione serve anche a misurarsi con un calcio più fisico e veloce. Intanto rimane nel giro delle Nazionali giovanili. Nel febbraio 2026 viene nuovamente convocato con l’Italia, a conferma di un percorso che continua anche a livello internazionale.

ANCORA TRIGORIA: IL COGNOME RESTA, LA STORIA È SUA

Adesso il ritorno alla Roma. Il trasferimento riguarda nuovamente anche Giuseppe Forte, suo compagno di reparto alla Sampdoria: prima della partenza entrambi hanno firmato con il club blucerchiato fino al 2028, quindi si sono trasferiti in giallorosso in prestito con opzione. Nella stessa operazione Valerio Cinti e Francesco Ferrara hanno percorso la strada inversa verso Genova. Per Lorenzo, però, dietro la formula di mercato c’è soprattutto un altro gradino da salire. È nato a Torino il 21 ottobre 2008, gioca prevalentemente da centravanti e negli anni si è costruito un profilo fatto di mobilità, attacco della profondità e concretezza sotto porta. Dalla Sisport alla Pro Vercelli, dalla Sampdoria alle Nazionali, ogni passaggio gli ha chiesto qualcosa in più. In questa stagione anche la Roma gli chiederà ancora di più. Papà Fabio Paratici sta trascorrendo la carriera cercando calciatori, costruendo squadre e immaginando il futuro degli altri, più che mai dopo l’approdo alla Fiorentina che l’ha visto mai così attivo sul mercato. Lorenzo invece sta vivendo il calcio sul campo. Corre, lotta e soprattutto segna. Il cognome sarà inevitabilmente sempre parte del racconto. A Trigoria, però, arriva un ragazzo che da quattro anni prova a riempire quel cognome con i propri gol.