Pesaro, 2 settembre 2026 – Un cocktail tossico di noia, alcol e spavalderia da social network. La chiamano “movida”, ma assomiglia sempre più a un bollettino di guerra. Weekend dopo weekend: è la firma dei baby vandali, un’onda d’urto di teppismo giovanile che sta mandando in cortocircuito le notti (brave) della riviera Adriatica. Da Pesaro ai Lidi Ferraresi, passando per quelli ravennati. E proprio la città di Rossini è stata protagonista dei telegiornali nazionali in questi giorni, per gli episodi dell’ultimo fine settimana.

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Il copione: ombrelloni e lettini danneggiati, cartelloni pubblicitari sfondati a calci, arredi urbani devastati e schiamazzi che tirano all’alba. Il film dell’inciviltà è iniziato la notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto con tre giovani ripresi da telecamere e cellulari mentre distruggevano tutto ciò che si trovavano davanti in zona mare. Ed è proseguito con danneggiamenti in spiaggia e schiamazzi, oltre al furto di un’auto nella notte tra sabato e domenica.

Lettini e ombrelloni danneggiati dai vandali

Lettini e ombrelloni danneggiati dai vandali

Tre vandali individuati

Tre di loro, sono stati individuati ieri in serata. “Sono stati identificati i responsabili della serie di vandalismi che hanno interessato Pesaro nell’ultimo fine settimana, tra il 28 e il 31 agosto”. Lo annuncia il sindaco di Pesaro Andrea Biancani che spiega: “Un’attività d’indagine rapida e coordinata, resa possibile dalla stretta collaborazione tra Questura, forze dell’ordine e polizia locale, con il supporto determinante del sistema di videosorveglianza del Comune di Pesaro”.

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“Le immagini delle telecamere hanno consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti”

Gli autori sono tre giovani pesaresi, due maggiorenni e un minorenne. Ricordiamo che il gruppo aveva danneggiato a calci diversi pannelli pubblicitari per poi spostarsi nel centro storico, dove erano stati presi di mira alcuni scooter in sosta. “Le immagini delle telecamere pubbliche e private hanno consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti e individuare i responsabili”.

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Furto di un’auto e inseguimento

E, come se non bastasse, la notte successiva, tra sabato 29 e domenica 30 agosto, tre giovani sono stati intercettati dalle forze dell’ordine dopo il furto di un’auto. Ne è nato un inseguimento terminato con lo schianto contro un muro e l’intervento della polizia, che li ha poi arrestati. Gli accertamenti successivi hanno permesso di verificare che due dei giovani fermati – un maggiorenne e un minorenne, entrambi residenti a Pesaro – erano gli stessi coinvolti nei vandalismi della notte precedente.

Vertice convocato dal Prefetto

Per fare il punto sull’escalation e lanciare una contromisura organica, lunedì si è tenuto un vertice di emergenza, convocato dal Prefetto di Pesaro e Urbino, Emanuela Saveria Greco. Che ha sottolineato la ferma volontà di non limitarsi alla sola repressione, ma di attaccare il fenomeno su più fronti, partendo dal nucleo della questione: la famiglia e l’educazione. Greco ha sottolineato con forza “la necessità di coinvolgere direttamente i genitori dei minori coinvolti nelle scorribande, ricordando l’importanza della responsabilizzazione familiare anche sul piano delle sanzioni e dei risarcimenti per i danni causati dai figli”.

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Una cartolina fotocopia è quella che stanno mostrando i Lidi Ferraresi, in particolare Lido di Spina e Lido degli Estensi, da settimane teatro di sistematici raid notturni e all’alba. Qui le spiagge si trasformano ogni notte nel terreno di sfogo di veri e propri sciami di vandali. I danni materiali per i balneari sono enormi: intere prime file di ombrelloni strappati e divelti, pali spezzati a metà, lettini distrutti o accatastati per gioco a formare precari ’castelli di carte’.

Per i gestori degli stabilimenti la misura è colma, dalle Marche all’Emilia Romagna. Oltre alla devastazione economica, l’inciviltà costringe gli operatori a perdere preziose ore di lavoro ogni mattina all’alba per ripristinare le strutture prima dell’arrivo dei bagnanti. Una difesa disperata per presidiare il territorio di fronte a un fenomeno sociale che richiede ormai una risposta corale e incisiva da parte di tutte le istituzioni.