All’architettura è accaduto qualcosa di strano: è diventata esoterica, dominata da teorici che la definiscono attraverso etichette, -ismi e formule concettuali. Le trattazioni sulla disciplina si fanno sempre più oscure, mentre il potere di giudicarla resta concentrato nelle mani di pochi eletti. Spinta verso l’astrazione intellettuale, la speculazione filosofica e il formalismo stilistico, l’architettura sembra oggi un codice decifrabile soltanto dai professionisti, trascurando ciò che dovrebbe rimanere al suo centro: la vita umana, le emozioni autentiche e l’esperienza vissuta.