di
Vittoria Melchioni

Il pilota della Ferrari racconta la storia dell’auto che sognava già da bambino: «Per me è un’opera d’arte». Il modello iconico è stato affidato ai tecnici della Rossa di Maranello e promette altre immagini sul risultato finale

Per Lewis Hamilton non è soltanto una Ferrari. È l’automobile sognata fin da bambino, il modello capace di resistere al tempo, ai successi e persino alla decisione del campione britannico di separarsi dalla sua celebre collezione di supercar. 

Oggi quel sogno ha finalmente un posto nel suo garage: una Ferrari F40 del 1991, rimasta inutilizzata e coperta di polvere per oltre trent’anni. A raccontarne la storia è stato lo stesso pilota sui social, pubblicando una serie di immagini sui suoi social. 



















































Hamilton e la sua auto dei sogni trovata in un garage

«La mia F40. È l’auto dei miei sogni e lo è da quando riesco a ricordare», ha scritto Hamilton. «Da bambino desideravo possederne una. Quando sono arrivato alla Ferrari, l’anno scorso, ho voluto che ce ne fosse una con me durante il mio primo giorno a Maranello. Significa davvero moltissimo per me». 

Quella fotografata nel gennaio 2025 davanti alla casa di Enzo Ferrari era stata scelta come simbolo dell’inizio della sua avventura in rosso. Ora, però, Hamilton ne possiede una tutta sua. 

Non un esemplare qualsiasi, ma una sorta di capsula del tempo: costruita nel 1991, acquistata allora dal primo proprietario e successivamente custodita per più di tre decenni senza quasi essere utilizzata. La vettura è stata individuata da Azimut AHE, realtà specializzata nelle automobili storiche e da collezione. 

«La F40 era ricoperta di polvere, le abbiamo ridato vita»

Quando Hamilton l’ha vista, ancora ricoperta dalla polvere accumulata durante il lunghissimo periodo di inattività, ha deciso di acquistarla e affidarla alle cure degli specialisti di Maranello. Tecnici e meccanici Ferrari hanno lavorato per settimane, smontando e controllando le componenti necessarie per restituire vita alla vettura senza comprometterne l’autenticità. 

Un’operazione particolarmente delicata: dopo tanti anni di fermo non basta far ripartire il motore, ma occorre verificare ogni elemento meccanico e preservare materiali e caratteristiche originali. Presentata nel 1987 per celebrare i quarant’anni della casa di Maranello, la F40 è una delle Ferrari più riconoscibili e desiderate di sempre. Fu l’ultima automobile stradale svelata mentre Enzo Ferrari era ancora in vita. 

Prodotta in 1.315 esemplari, monta un motore V8 biturbo da 2,9 litri capace di erogare 478 cavalli. Poteva raggiungere i 324 chilometri orari e scattare da zero a cento in 4,1 secondi: numeri eccezionali per la fine degli anni Ottanta. 

Essenziale nell’abitacolo, estrema nelle prestazioni e immediatamente riconoscibile per il grande alettone posteriore, la F40 è diventata negli anni un’opera d’arte su quattro ruote. 

Una definizione cara anche a Hamilton, che nel 2025, dopo avere annunciato la vendita della propria collezione automobilistica per dedicarsi all’arte, aveva indicato proprio questo modello come l’unica possibile eccezione. 

«Queste auto sono opere d’arte e sono incredibilmente rare», ha spiegato il pilota, ringraziando tutti coloro che hanno partecipato al recupero. Il lavoro non è ancora stato mostrato nella sua interezza: Hamilton ha promesso nuove immagini e altri dettagli. Ma il finale della storia è già scritto. Dopo più di trent’anni trascorsi al buio, la Ferrari che sognava da bambino è pronta a tornare sulla strada.


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2 settembre 2026