C’è un fattore di rischio cardiovascolare che riguarda circa 1 persona su 5 al mondo. Si trasmette in famiglia proprio come il colore degli occhi e, a differenza del colesterolo LDL tradizionale, non risponde a dieta, attività fisica o alle classiche statine.

Si chiama lipoproteina(a), o Lp(a). Per decenni è rimasta una minaccia ben nota ai medici, ma priva di una cura specifica. Ora, per la prima volta, i risultati di uno studio clinico dimostrano che una singola iniezione può abbatterla quasi del tutto, mantenendo l’effetto protettivo per quasi un intero anno.

Il numero che fa sperare: -97%

Il farmaco sperimentale si chiama Kylo-11. Nello studio – condotto su 71 persone in Cina e guidato dai ricercatori della Cleveland Clinic – i partecipanti hanno ricevuto una singola iniezione del principio attivo oppure un placebo.

I risultati a 48 settimane dalla somministrazione parlano chiaro:  

Con le dosi più basse: la lipoproteina(a) si è ridotta di circa il 53%.

Con le dosi più alte: il crollo è stato del 95-97%, mantenendosi costante per l’intero anno di osservazione.

I dati sono stati presentati al congresso della European Society of Cardiology (ESC) a Monaco di Baviera e pubblicati in contemporanea sulla prestigiosa rivista The Lancet.

Come funziona: il “silenziamento” genico

I classici farmaci per il colesterolo lavorano “a valle”, cercando di ridurre le sostanze già presenti nel sangue. Kylo-11, invece, agisce direttamente alla fonte.

Utilizza una tecnologia avanzata basata su molecole di siRNA (small interfering RNA), capaci di “spegnere” o silenziare le istruzioni genetiche usate dal fegato per produrre l’apolipoproteina(a) – la componente proteica che rende la Lp(a) così dannosa. Meno proteine vengono prodotte dal fegato, meno lipoproteina(a) finisce in circolo.

I livelli di questa particella sono determinati per oltre il 70-90% dal nostro DNA e restano stabili per tutta la vita. È proprio per questo che gli esperti la definiscono il fattore di rischio cardiovascolare ereditario più diffuso e, finora, più trascurato.

Un pericolo invisibile per milioni di persone

Livelli elevati di lipoproteina(a) accelerano la formazione di placche aterosclerotiche e favoriscono i coaguli nel sangue, aumentando il rischio di infarto, ictus e stenosi della valvola aortica — persino nelle persone che hanno valori di colesterolo “cattivo” LDL del tutto normali.

Purtroppo, la grande maggioranza di chi ha la Lp(a) alta non lo sa: questo valore non viene inserito nei tradizionali esami del sangue di routine. “Nonostante il suo impatto significativo sul cuore, la Lp(a) è ancora poco conosciuta e raramente testata” spiega il dottor Ashish Sarraju, cardiologo della Cleveland Clinic e primo autore dello studio.

Le dovute cautele: siamo alla Fase 1

Trattandosi del primo studio sull’uomo (first-in-human) condotto su un piccolo campione di 71 pazienti, occorre prudenza. Serviranno trial clinici molto più ampi e prolungati nel tempo per confermare la sicurezza del farmaco sul lungo periodo e verificare se la drastica riduzione della Lp(a) si traduca effettivamente in una riduzione di infarti e ictus reali. Lo studio di Fase 2 è già in corso.

Cosa possiamo fare già oggi?

Non occorre attendere l’arrivo sul mercato dei nuovi farmaci per scoprire se siamo a rischio. La lipoproteina(a) può essere misurata con un semplice esame del sangue specifico, raccomandato soprattutto a chi ha casi in famiglia di infarti o ictus in età giovanile.

Trattandosi di un parametro scritto nei nostri geni, basta effettuarlo una sola volta nella vita: il risultato non cambia con il passare degli anni.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E FONTI

Studio Clinico Principale: Sarraju A., et al. Kylo-11 for Lipoprotein(a) Reduction: A First-in-Human, Randomized Phase 1 Trial. The Lancet, presentato al Congresso ESC 2026 (Monaco di Baviera).

Comunicati Ufficiali: Cleveland Clinic Newsroom, 28 agosto 2026.

Linee Guida e Documenti di Consenso:

European Society of Cardiology (ESC) / European Atherosclerosis Society (EAS).

American Heart Association (AHA) – Scientific Statement on Lipoprotein(a).

SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi) – Consensus Lipoproteina(a).

SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie)