Il weekend del leader iridato partirà a handicap a causa della retrocessione in griglia. Ma la pista, la voglia di esaltare i tifosi italiani e alcuni precedenti storici autorizzano qualche sogno proibito 


Giusto Ferronato

Giornalista

2 settembre (modifica alle 15:16) – MILANO

E se Kimi Antonelli riuscisse comunque a lottare per la vittoria a Monza? E se davvero gli riuscisse una clamorosa rimonta? I tifosi italiani che tra pochi giorni riempiranno le tribune dell’Autodromo Nazionale, col cuore un po’ diviso tra il tifo per la Ferrari e il giovane fenomeno bolognese della Mercedes che sta facendo sognare, un pensierino lo faranno. E se lo faranno loro, figurarsi lui. Ora che Toto Wolff ha ufficialmente svelato che la penalità di motore sulla W17 dell’italiano costerà una penalizzazione da ultima fila, il pensiero corre inevitabilmente alle prospettive di gara per Kimi: sarà un GP fondamentalmente in difesa o c’è margine per immaginare qualcosa di indimenticabile? È lo stesso Wolff a non dare per spacciato il suo pilota: “Monza è uno dei migliori circuiti del calendario per recuperare posizioni. L’effetto scia crea opportunità di sorpasso, quindi ci saranno occasioni per lui di lottare per la vittoria”. 

crescendo—  

E quindi questo significa che il pensiero alla vittoria c’è sempre, malgrado l’importante zavorra della penalizzazione in griglia. Mettiamo quindi in preventivo uno scenario all’attacco per Antonelli, magari con un weekend in crescendo. Un po’ perché nel GP di casa Kimi non vuole sfigurare a prescindere. Un po’ perché anche in questa stagione ha dimostrato grande capacità di lettura delle situazioni di gara, intese come passo, gestione gomme e capacità di forzare, ben assistito anche dal muretto della Mercedes, sempre tra i migliori a pianificare strategie e a reagire alle opportunità. Certo per Antonelli la costruzione del weekend sarà particolare. Se negli altri fine settimana il lavoro si è sempre focalizzato sulla preparazione del giro veloce per la pole e il passo gara, a Monza Kimi lavorerà evidentemente in funzione della domenica, un handicap sportivo ma anche un pensiero in meno, per ottimizzare e concentrare la prestazione sull’appuntamento del weekend che conterà di più. 

minimizzare i rischi—  

Partire dal fondo dello schieramento per un pilota è una condanna. Ma ammesso che in questa situazione si possa trovare un lato positivo, per Kimi partire da laggiù e non da centro gruppo (come avrebbe potuto succedere in caso di penalità di 10 posizioni per il solo cambio dell’unità endotermica), dovrebbe ridurre ulteriormente il rischio di collisioni accidentali in curva 1, che a Monza è una chicane/imbuto in cui l’eventualità di trovarsi con un alettone o il fondo accidentalmente danneggiati, con gara compromessa, è elevatissimo. L’idea della Mercedes è comprensibile: si introduce nelle rotazioni una power unit fresca, lo si fa sulla pista dove i lunghi rettilinei consentono di rimontare e, dovendo per forza affrontare una penalità, si vanno a ridurre il più possibile i rischi connessi, proteggendo il proprio pilota che guida la classifica e lasciandogli la possibilità di andare comunque a prendersi in gara la zona punti. Che sarebbero preziosissimi. 

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i precedenti—  

In gara, poi, abbiamo visto che tutto può accadere, soprattutto in caso di neutralizzazioni con Safety Car. Va ricordato che Monza non è una pista famosa per le grandi rimonte dal fondo dello schieramento e l’obiettivo dell’italiano sarà fare soprattutto più punti possibile, senza forzature inutili, il campionato è ancora lungo e prendere rischi esagerati non avrebbe senso. Ma dei precedenti storici di rimonte vittoriose non mancano. In tempi recenti non si può non ricordare Pierre Gasly che nel 2020, partendo dalla decima casella, grazie al tempismo al pit-stop, alla penalità inflitta a Lewis Hamilton e a una strenua resistenza finale su Carlos Sainz, portò a casa una vittoria inaspettata. Non paragonabile alla situazione di Antonelli il GP d’Italia del 2004, con Rubens Barrichello in pole con la Ferrari, ma subito 11° perché costretto al pit stop per un errore nella scelta delle gomme su pista che si stava asciugando. Il brasiliano però rimontò fino alla vittoria davanti a Michael Schumacher. Non vinse, ma rimontò dalla 18esima posizione alla quarta Carlos Sainz con la Ferrari nel 2022. E poi c’è un precedente ricordato come una vittoria, quello di Jim Clark del 1967. Il fuoriclasse britannico della Lotus partì dalla pole, forò una gomma al 12° giro e fu costretto a rientrare ai box, tornando in pista staccato di un intero giro dai leader. Fu incredibilmente capace di sdoppiarsi con un ritmo indiavolato e andò al comando a pochi giri dal termine, prima di esaurire il carburante e finire 3°, acclamato comunque dal pubblico per lo spettacolo. Mai dire mai, insomma. Soprattutto con la Mercedes e questo scatenato Kimi Antonelli edizione 2026.