È una delle poche personalità ad aver vinto un EGOT – ovvero un premio in ognuna delle principali cerimonie di premiazione dell’industria dello spettacolo: Emmy, Grammy, Academy (Oscar) e Tony Awards. Quando a dirigere è Mike Nichols, gli attori fanno a gara: La guerra di Charlie Wilson (2007) è l’ultimo film del regista, comico e produttore di origini tedesche. Nel cast ci sono Tom Hanks, Julia Roberts e Philip Seymour Hoffman.
La storia racconta di Charlie Wilson (Tom Hanks), deputato più noto per le feste e la vita sregolata che per l’attività politica, tanto da finire nel mirino di un’inchiesta federale. La sua traiettoria cambia quando una donna facoltosa di Houston (Julia Roberts) lo spinge a interessarsi all’Afghanistan occupato dall’Unione Sovietica: un viaggio in Pakistan e la visita a un campo profughi lo colpiscono a fondo, e Wilson decide di usare la sua posizione nelle commissioni parlamentari per far crescere i fondi destinati alla resistenza.
Da lì nasce un’alleanza improbabile con un agente della CIA scontroso e fuori dagli schemi (Hoffman), insieme al piccolo gruppo che segue il dossier afghano. Tra manovre di corridoio a Washington, trattative con governi stranieri e il problema pratico di come far fronte agli elicotteri sovietici, la vicenda diventa il racconto di come un’operazione segreta finisca per pesare sulla politica estera americana.
Nel cast ci sono anche Amy Adams ed Emily Blunt. Per Nichols non era certo la prima volta con un simile parterre: con Al Pacino e Meryl Streep girò la mini-serie del 2003 Angels in America. La sceneggiatura è di Aaron Sorkin, l’ideatore della serie TV West Wing, premio Oscar nel 2011 per lo script di The Social Network.
Universal
La guerra di Charlie Wilson, cosa dicono le recensioni
Su Metacritic il film ha un metascore di 67 su 100, che corrisponde a recensioni “generalmente favorevoli” (39 in tutto quelle misurate dall’aggregatore). Su RottenTomatoes La guerra di Charlie Wilson ha l’82% di recensioni positive, su un totale di 203.
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).
