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Redazione Online

La reporter, uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017, aveva messo in luce le relazioni criminose tra la mafia e la politica maltese. La famiglia della giornalista: «Irrisolti i fallimenti istituzionali che hanno permesso il suo assassinio»

Yorgen Fenech, l’erede della holding Tumas Group, è stato assolto dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia.  

Lo hanno stabilito i nove giurati del processo che hanno scagionato il miliardario maltese accusato di cospirazione e complicità nel piano dell’autobomba che il 16 ottobre 2017 uccise l’allora 53enne Caruana Galizia. Gli esecutori materiali furono arrestati sei settimane dopo. 



















































Fenech, un magnate i cui interessi commerciali spaziano dai settori energetico a quello turistico, era stato arrestato sul suo yacht nel 2019 mentre cercava di lasciare Malta, dopo che a un intermediario nell’omicidio era stata offerta la grazia in cambio dell’identificazione dei responsabili. I pubblici ministeri avevano accusato Fenech di aver ordinato l’omicidio della giornalista perché stava per pubblicare un articolo compromettente su suo zio.

La giuria ha emesso un verdetto di non colpevolezza con 8 voti contro 1 per entrambe le accuse a suo carico. I giurati hanno impiegato poco più di otto ore per deliberare, dopo che mercoledì mattina la giudice Edwina Grima aveva concluso la propria esposizione.

Finora cinque persone sono state condannate in relazione all’omicidio per aver fornito l’esplosivo e per averlo commesso. Nel giugno 2025, Robert Agius e Jamie Vella sono stati condannati all’ergastolo per aver fornito la bomba e i tre uomini che hanno compiuto l’attentato – i fratelli George e Alfred Degiorgio insieme a Vince Muscat – sono stati condannati e sono in carcere.

Il rapporto di 437 pagine redatto nel 2021 da una commissione di tre giudici ha rilevato che lo Stato si era sottratto al suo dovere di proteggere Caruana Galizia, sottoponendola ad attacchi personali e insulti verbali da parte di politici. L’atmosfera creatasi ha generato un «clima favorevole» al suo assassinio, e vi erano «prove convincenti» che i suoi assassini sapessero di essere protetti da «persone ai più alti livelli dello Stato».

L’assoluzione di Fenech, sottolinea la famiglia Caruana Galizia, nega a Daphne «la giustizia che merita»: «Oggi avrebbe dovuto essere il giorno di Daphne. Nove anni dopo il brutale assassinio di Daphne, i fallimenti istituzionali che hanno reso possibile il suo omicidio restano irrisolti e non sono state oggetto di riforme. Il nostro Paese non è riuscito a proteggere la vita di Daphne. Ha il dovere nei suoi confronti di impedire che altre vite vengano perdute».

L’omicidio aveva anche scatenato una crisi politica e le dimissioni dell’allora primo ministro Joseph Muscat nel gennaio 2020, a seguito della diffusa indignazione e delle proteste di massa per i suoi presunti tentativi di proteggere amici e alleati dalle indagini. 

2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 20:15)