di
Enea Conti

Un secondo blitz della polizia locale ha smascherato un altro giro degli stessi farmaci importati senza alcuna autorizzazione

Lo scorso febbraio un barbiere di 81 anni è stato condannato a Rimini per esercizio abusivo della professione medica e importazione di farmaci senza titolo: quei medicinali erano simili per composizione al Viagra e al Cialis che lui aveva somministrava anche con le siringhe ai suoi clienti. Lo scorso 28 agosto, a sei mesi dalla sentenza emessa dal tribunale che lo aveva condannato a quattro mesi di carcere pena sospesa e 4.000 euro di multa, un blitz della polizia locale in borghese ha smascherato un altro giro degli stessi farmaci importati senza alcuna autorizzazione. L’81enne è stato quindi denunciato per gli stessi reati per cui è già stato condannato e rischia ora un secondo procedimento per recidiva. 

Farmaci importati dall’estero o acquistati su internet

Il primo controllo, quello che aveva fatto scattare le denunce e di conseguenza il procedimento giudiziario, risale al 2021. Dopo alcuni giorni di appostamenti per comprendere come mai il piccolo negozio di un barbiere fosse una meta tanto ambita per uomini di ogni età, gli agenti scoprirono che nel negozio erano stati immagazzinati farmaci non legali, perché non tracciati dall’Agenzia italiana del farmaco e quindi importati dall’estero o acquistati su internet. Il barbiere ne aveva pieni i cassetti (circa 150 pillole) tanto che il sequestro fu ingente. Quel giorno fu scoperto anche un laboratorio artigianale impiegato per le somministrazioni con siringhe.



















































Cinque anni fa l’operazione della polizia fu complessa: il locale fu infatti perquisito anche con l’aiuto dei cani antidroga. Lo scorso venerdì invece le operazioni sono state piuttosto snelle. A colpire i dettagli: l’81enne già condannato aveva esposto in bella vista sul bancone le confezioni di farmaci simili al Viagra incurante delle conseguenze. Infatti i residenti vicini allarmati ancora una volta dalle continue file nel locale avevano segnalato tutto alle forze dell’ordine. 

Nel retrobottega un frigo per la conservazione

Lui non si è scomposto. Ha evitato agli agenti di procedere con una perquisizione consegnando tutti i farmaci. Nel retrobottega non era presente il laboratorio per le somministrazioni ma un frigorifero adatto alla conservazione dei farmaci. Sono state sequestrate circa 150 confezioni tra pillole e bustine, di marche diverse ma riconducibili tutte alla stessa tipologia di farmaci simili al Viagra. L’uomo è stato denunciato per lo stesso reato di «vendita di medicinali privi di autorizzazione». Restano ora agli atti gli accertamenti dell’autorità giudiziaria, cui spetterà valutare la posizione dell’uomo. 

Nel processo del 2021 il barbiere si era dichiarato innocente. «Riteniamo che i margini per una condanna fossero parecchio sottili. Ritengo scontato che faremo appello ma attenderemo le motivazioni», aveva spiegato l’avvocato Marco Ferri a caldo dopo la lettura della sentenza. «La condanna è frutto di congetture, non ci sono prove che venissero fatte queste cessioni. Il mio cliente ha una lunga storia di assunzioni, il fatto che abbia deciso di comprarli su internet per risparmiare non è reato».


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2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 22:34)