Shilpa Gupta, I Live Under Your Sky Too, 2004-ongoing. Courtesy l’artista Foto Shrutti Gar
Shilpa Gupta, I Live Under Your Sky Too, 2004-ongoing. Courtesy l’artista Foto Shrutti Gar
Settembre è il prologo di una stagione espositiva che si annuncia incalzante. Il calendario comincia ad accelerare e getta le premesse per un autunno densissimo. Le mostre del mese ne anticipano già l’energia, con l’esplorazione dei mestieri d’arte e le nuove declinazioni progettuali del design, la fotografia che modifica la percezione della realtà, mentre il contemporaneo apre interrogativi destinati, almeno per ora, a restare sospesi.
AVANGUARDIE E FRAMMENTI PROTAGONISTI DI GRANDI MOSTRE
Ci sono artisti che hanno riscritto i codici del proprio tempo. Kandinsky lo fa liberando forma e colore dalla rappresentazione del reale: Palazzo Bonaparte ne ricostruisce la svolta verso l’astrazione attraverso oltre 70 opere. Il confine si sposta ancora con Dalí, che a Palazzo Reale, a Milano, esce dalla tela per entrare nella moda, trasformando abiti e corpo in materia surrealista.
Man Ray, A l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux (femme allongée), 1936 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE
Man Ray, A l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux (femme allongée), 1936 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE
Per giungere a Man Ray con la più grande retrospettiva italiana alla Fondazione Magnani-Rocca di Parma che restituisce una ricerca insofferente a ogni disciplina: oltre 250 lavori attraversano fotografia, pittura, cinema, scultura e ready-made. Ma a cambiare il linguaggio dell’arte può essere anche ciò che di un’opera è andato perduto. A Palazzo Strozzi, Broken. Il potere del frammento segue il passaggio dalla mutilazione prodotta da guerre, iconoclastie e calamità alla conquista di una nuova autonomia estetica, da Michelangelo e Rodin fino a Louise Bourgeois e Danh Vo.
DESIGN E MESTIERI D’ARTE
Dal gesto delle mani alla scala dell’architettura, il progetto interroga il territorio. A Venezia, Homo Faber 2026 affida alla scenografa britannica Es Devlin An Island of Light: quindici installazioni alla Fondazione Giorgio Cini mettono in scena il lavoro di oltre 400 maestri d’arte provenienti da 70 Paesi, intrecciando tecniche secolari e design contemporaneo. Sul lago di Como, è invece il tema del Confine a guidare il Lake Como Design Festival: mostre e installazioni occupano ville storiche affacciate sull’acqua, trasformando architetture e paesaggio in una scenografia diffusa.
Administration Building, Ceylon Steel Corporation, Oruwala, Sri Lanka. Foto: Sebastian Posingis, 2015
© Sebastian Posingis
Administration Building, Ceylon Steel Corporation, Oruwala, Sri Lanka. Foto: Sebastian Posingis, 2015© Sebastian Posingis
E proprio il rapporto con il luogo conduce a Geoffrey Bawa: al Vitra Design Museum, il suo Modernismo assorbe design, materiali, artigianato e tradizioni dello Sri Lanka, fino a dissolvere il confine tra edificio e natura.
FOTOGRAFIA E VIDEOARTE, TRA SGUARDI CINEMATOGRAFICI E NUOVE PERCEZIONI
Festival del Paesaggio di Anacapri – Ali Cherri, still da The Watchman, 2023, © Courtesy l’artista, Fondazione In Between Art Film e Galerie Imane Farès
Festival del Paesaggio di Anacapri – Ali Cherri, still da The Watchman, 2023, © Courtesy l’artista, Fondazione In Between Art Film e Galerie Imane Farès
Guardare non significa mai soltanto registrare ciò che abbiamo davanti. Lo dimostrano le cento fotografie di Fan Ho esposte a Torino: nella Hong Kong degli anni Cinquanta e Sessanta, luce e geometria trasformano scenari quotidiani in immagini che sembrano fotogrammi cinematografici. Lo sguardo cambia ancora con Marialba Russo, protagonista al MACRO di Roma: questa volta l’obiettivo entra nell’Italia patriarcale degli anni Settanta e sovverte una rappresentazione fino ad allora prevalentemente maschile. L’immagine diventa poi materia da manipolare: al MUDEC, Charmaine Poh usa video e deepfake per interrogare identità e violenza digitale, mentre con Amar Kanwar alla Serpentine di Londra, il cinema si fa memoria politica: decolonizzazione e Partizione tra India e Pakistan riemergono per leggere le tensioni del presente.
INTERROGATIVI APERTI
E se fosse proprio il dubbio il territorio privilegiato dell’arte contemporanea? Aki Sasamoto prende la matematica, gli oggetti domestici e le emozioni e li immette nello stesso sistema instabile: nella sua prima personale istituzionale europea, Pirelli HangarBicocca diventa un teatro in cui l’assurdo finisce per assomigliare molto alla vita.
Aki Sasamoto performance di Secrets of My Mother’s Child , 2009. Courtesy l’artista e Take Ninagawa, Tokyo. Foto Ryutaro Mishima
Aki Sasamoto performance di Secrets of My Mother’s Child , 2009. Courtesy l’artista e Take Ninagawa, Tokyo. Foto Ryutaro Mishima
A Todi, Alicja Kwade sposta l’interrogativo sulle leggi fisiche che consideriamo immutabili con un’installazione site specific che ci costringe a dubitare perfino della percezione. Shilpa Gupta alla GAM di Milano porta invece la domanda sul terreno politico e sociale, indagando quanto parole, confini e sistemi di controllo possano determinare identità e libertà. Fino ad Anacapri, dove The Observer, decima edizione del Festival del Paesaggio, ribalta definitivamente la prospettiva: in un mondo saturo di immagini, sorvegliato e interpretato dalle macchine, la questione non è più soltanto cosa stiamo guardando. Ma chi, o che cosa, sta guardando noi.
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