Una promessa della mountain bike agli esordi della disciplina in Valle d’Aosta nei primi anni 90. Aveva 56 anni ed era ingegnere libero professionista Luca Mauri, il cui corpo è stato trovato ieri a Cogne. In giornata la Guardia di finanza di Entrèves delegata per gli accertamenti depositerà in Procura una prima ricostruzione. 

“Era il campione di casa, il ciclista più promettente” ricorda il sindaco di Roisan Gabriel Diémoz.

“Era il riferimento dei tempi record, ci sfidavamo in veri e propri duelli sulle due ruote, ma tra noi c’era grande stima” aggiunge Paolo Riva, altro biker valdostano di rilievo negli anni Novanta.

Natale Dodaro, presidente della Fiab, ricorda l’ottimo posizionamento di Mauri ai Campionati italiani assoluti disputati a Pila nel 1993: “Luca aveva ricevuto tante richieste per competere ad alto livello, ma non scelse la competizione” sottolinea Dodaro, che aggiunge: “amava tanto pedalare e basta”. 

“Faccio fatica a pensare che non ci sia più” confessa il presidente dell’Ordine valdostano degli Ingegneri Gianpiero Lanteri, che con Mauri ha studiato al Politecnico di Torino”. “In camera – ricorda Lanteri – Luca aveva la bici sui rulli… Aveva un gran cuore, grandi potenzialità”.

Quando la Procura rilascerà il nullaosta, potrà essere organizzato il funerale nella parrocchia di Roisan.

Di seguito, il servizio di Laura Zarfati, con le riprese di Nicola Paludi e il montaggio di Giovanni Ramajola. Interviste a Natale Dodaro, presidente della Fiab e a Gianpiero Lanteri, presidente dell’Ordine valdostano degli Ingegneri.