• Rottura della tradizione: Negli anni ’60, in un panorama fotografico nazionale dominato dal rigore documentaristico e dalla scala di grigi, Fontana ha imposto un uso radicale e saturo della pellicola a colori, segnando uno scarto stilistico inedito.

  • Astrazione e geometria: Dalle campagne emiliane ai paesaggi urbani, ha annullato la prospettiva convenzionale riducendo i luoghi a campiture piatte, linee grafiche nette e blocchi cromatici, avvicinando la fotografia all’espressionismo astratto pittorico.

  • Trasversalità del soggetto: La sua indagine formale non si è limitata al paesaggio naturale. Ha applicato la medesima sintesi visiva agli asfalti, alle architetture, al nudo e allo still-life, firmando editoriali per Time, Life, Vogue e campagne corporate internazionali per marchi come Volkswagen, Sony, Canon e Versace.

  • Riconoscimenti: Con oltre 400 esposizioni globali all’attivo, ha raccolto onorificenze cruciali, tra cui il Photographer Award della Photographic Society of Japan (1990), il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1989) e una Laurea Magistrale ad Honorem in Design ecocompatibile al Politecnico di Torino (2006).