Un altro pezzo di storia industriale e dell’ex impero Fiat si avvia a cambiare definitivamente bandiera. Il definitivo addio della famiglia Agnelli/Elkann e della holding Exor da Iveco Group è ormai questione di adempimenti burocratici. Nelle scorse ore è infatti arrivato l’ultimo e fondamentale semaforo verde: quello della Banca Centrale Europea, che ha autorizzato l’acquisizione indiretta delle partecipazioni negli istituti creditizi del gruppo (IC Financial Services SA e CNH Industrial Capital Europe S.A.S.).

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Si chiude così il complesso percorso autorizzativo preventivo previsto dalle normative di settore per l’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) volontaria e totalitaria promossa dal colosso indiano Tata Motors tramite il veicolo TML CV Holdings. Un iter iniziato a gennaio con l’autorizzazione della FCA britannica e proseguito a giugno con il nulla osta della Banca di Spagna. Ora il dossier è approdato ufficialmente sul tavolo della Consob: al termine dell’istruttoria sarà pubblicato il documento d’offerta con tempi, termini e modalità finanziarie dell’operazione, rivolta sia al mercato italiano che a quello statunitense.

Un tassello centrale nel progetto annunciato nel luglio 2025 da Tata Motors che sancisce, nei fatti, il definitivo disimpegno della cassaforte Exor dai settori manifatturieri pesanti legati al territorio. Ma se dal punto di vista finanziario i passaggi appaiono impeccabili, a Torino l’effetto di questa cessione ha il sapore di un’ulteriore resa.

Stando alle ultime dichiarazioni pubbliche dei vertici di Tata Motors, gli impegni formali prevedono il mantenimento della sede legale e direzionale a Torino e la tutela dei livelli occupazionali nei vari stabilimenti per almeno due anni. Un paracadute a breve termine che però non dissipa le fortissime preoccupazioni che gravano sul futuro a lungo termine.

Il vero punto critico, infatti, riguarda l’indotto industriale e la filiera dei fornitori. Se il cuore ingegneristico e le tute blu dirette di Iveco vedono per ora confermata la propria operatività, Tata Motors non ha assunto alcun vincolo contrattuale o impegno formale per la salvaguardia degli attuali fornitori italiani. Una filiera di eccellenza, ramificata da Torino in tutto il Paese, che rischia di vedersi progressivamente sostituita da catene di fornitura estere ed asiatiche a costi più aggressivi. Un’incognita pesante che rischia di assestare un altro duro colpo all’economia e al lavoro dell’area torinese.

Quadro sintetico dell’Iter Autorizzativo

  • Luglio 2025: Annuncio dell’accordo strategico tra Tata Motors ed Exor per l’acquisto di Iveco Group.

  • 5 Gennaio 2026: Via libera della FCA (UK) per il cambio di controllo societario nel Regno Unito.

  • 24 Giugno 2026: Autorizzazione della Banca di Spagna per il veicolo finanziario Transolver Finance.

  • Settembre 2026: Ok della BCE sulle partecipazioni bancarie europee (ultimo vincolo preventivo).

  • Fase Attuale: Istruttoria Consob ex art. 102 TUF per la pubblicazione del documento d’offerta OPA.