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Antonio De Rensis interviene a “Verità Nascoste” e parla della querela ricevuta dall’avvocato Stefania Cappa. Nel corso della trasmissione, il legale affronta la vicenda e replica alle contestazioni che, secondo quanto riferito durante la diretta, riguarderebbero ipotesi di reato considerate particolarmente gravi.

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La ipotesi di reato

«Non so che cosa ho detto in quest’anno e mezzo, non lo so, dovete giudicarlo voi», afferma De Rensis ripercorrendo il lungo periodo durante il quale è intervenuto pubblicamente sulla vicenda.

Il legale aggiunge poi una considerazione sulle attenzioni suscitate dalle sue dichiarazioni: «Credo di poter dire che, se avessi detto solo delle stupidaggini, nessuno mi avrebbe registrato. Anzi, avrebbero detto: speriamo che sia tutti i giorni lì, perché dice delle stupidaggini». De Rensis, tuttavia, decide di non spingersi oltre: «Se invece evidentemente… però io mi fermo qua».La querela

Durante la trasmissione viene quindi affrontato il contenuto della querela presentata da Stefania Cappa e la gravità delle ipotesi prospettate. De Rensis non minimizza: «Sì, sono molto gravi». Il passaggio più significativo dell’intervento riguarda però l’eventuale acquisizione di dispositivi elettronici e comunicazioni. De Rensis fa riferimento anche alle dichiarazioni della legale che assiste Stefania Cappa e all’ipotesi di misure cautelari reali, compresi eventuali sequestri. «Ho sentito anche la preparatissima collega che difende l’avvocato Stefania Cappa lamentare in via generica, quindi ipoteticamente potrei esserci anch’io, un danno nei confronti della richiesta delle misure cautelari reali, i sequestri», dichiara. A quel punto De Rensis formula pubblicamente la propria disponibilità a consegnare il telefono affinché possa essere esaminato. «Io rinnovo pubblicamente e dico alla stimatissima collega che, qualora voglia, le do a disposizione il mio cellulare con un atto ufficiale», afferma. E conclude con una frase destinata a far discutere: «Lei se lo guarda, insieme ai suoi tecnici lo scrutano e chissà che qualcosa che è considerato maxi non diventi micro».