Debutta la quinta generazione del fuoristrada di casa Mitsubishi. L’icona dei 4×4, ancora oggi auto più vincente della storia della Dakar, ritorna con un telaio a longheroni sviluppato indipendentemente e un motore diesel da 2.4 litri di cilindrata. Potrebbe arrivare anche in Europa dalla seconda metà del 2027


Matteo Corsini

Giornalista

2 settembre – 17:06 – MILANO

Mitsubishi ha rispolverato il nome “Pajero“. E stavolta gli estimatori del modello possono dormire sonni tranquilli: a differenza di quanto accaduto con l’Eclipse, trasformata in Suv su base Nissan Leaf, nel caso del Pajero siamo di fronte alla naturale prosecuzione della sua carriera. Anche con la quinta generazione, infatti, rimane saldamente nella galassia dei fuoristrada, adottando una base tecnica ancora più “specialistica” rispetto alle due serie precedenti. Al posto delle monoscocche portanti con longheroni integrati, adottate dalla Pajero tra 1999 e 2022, la nuova generazione torna ad un telaio a longheroni tradizionale. Immancabile, naturalmente, la trazione integrale permanente, regolabile con sette differenti modalità di guida a seconda del fondo attraversato. 

 Tutta nuova—  

La quinta generazione del Mitsubishi Pajero non condivide alcun componente con le serie precedenti, né con altri modelli dell’alleanza con Renault e Nissan. A differenza di molte Mitsubishi destinate al mercato europeo, di fatto re-badge di prodotti Renault, in questo caso si tratta infatti di un modello sviluppato indipendentemente, che presta i suoi organi meccanici solamente al pick-up Mitsubishi Triton. Anche il motore è sviluppato dalla casa giapponese, ed è un diesel da 2.4 litri di cilindrata con 201 Cv e 480 Nm di coppia. Più in là, potrebbe arrivare anche una versione elettrificata con uno schema ibrido. Quanto a ingombri, la nuova Mitsubishi Pajero è lunga 4,92 metri e ha un passo di 2,87 metri, nel quale racchiude sette posti a sedere. 

Dotazioni—  

Per la trasmissione, Mitsubishi ha scelto una trasmissione automatica a otto rapporti, mentre il comparto tecnologico riporta in auge uno dei “miti” di casa Mitsubishi, l’Active Yaw Control. Ovvero, l’innovativo sistema di controllo dell’imbardata originariamente introdotto con la quarta generazione della Lancer Evolution, che ha anticipato di anni i moderni sistemi di torque vectoring. In poche parole, l’Ayc è in grado di gestire la ripartizione della coppia sulle quattro ruote, favorendo ad esempio la ruota posteriore esterna quando si affronta una curva per poter generare un movimento d’imbardata (leggera traslazione laterale dell’asse posteriore) che migliora la guidabilità. Tra gli equipaggiamenti del nuovo Mitsubishi Pajero vi è anche la seconda fila di sedili scorrevole con 15 centimetri di corsa, per agevolare l’ingresso alla terza fila, oltre a un impianto audio sviluppato con Yamaha con funzione di cancellazione attiva del rumore. In fuoristrada, la nuova Pajero gode di un angolo di attacco di 30,4 gradi, un’uscita di 25,8 gradi e un’altezza da terra di 230 millimetri. Sarà prodotta in Thailandia, uno dei suoi mercati d’elezione, ma arriverà anche in Europa nel 2027.