di
Adriano Agatti
Il delitto lo scorso aprile: Vaccaro, 25 anni, era stato aggredito da un gruppo di cinque ragazzi. Subito dopo, era stato rintracciato e portato in carcere il 17enne che sferrò le coltellate
PAVIA. Secondo arresto nell’inchiesta sull‘omicidio di Gabriele Vaccaro, il dipendente postale che aveva 25 anni ed era originario di Favara, in provincia di Agrigento. Gli agenti della squadra mobile di Pavia, diretti dal commissario Andrea Lenoci, questa mattina hanno arrestato un albanese di 17 anni residente a Pavia. E’ accusato di concorso in omicidio volontario. Lo scorso mese di aprile nel parcheggio dell’area Cattaneo, vicino al centro storico di Pavia, Gabriele Vaccaro era stato accoltellato alla gola dopo un banale litigio per una pizza da asporto.
Nelle ore successive l’omicidio, la polizia aveva subito fermato un 16enne accusato di aver inferto le coltellate che erano costate la vita al 25enne siciliano. Ed erano stati denunciati altri quattro giovani che erano in compagnia del minorenne fermato. Ma gli agenti della squadra mobile hanno proseguito l’inchiesta e, questa mattina alle prime luci dell’alba, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano, nei confronti di un diciassettenne che era nel gruppo coinvolto nell’aggressione.
È ritenuto gravemente indiziato di concorso morale e materiale nell’omicidio aggravato del giovane. «Il successivo sviluppo delle indagini – sottolinea una nota diffusa oggi dalla Questura di Pavia – ha consentito agli investigatori di raccogliere significativi riscontri sulle responsabilità individuali degli altri soggetti coinvolti, delineando il quadro d’accusa a carico del minore raggiunto oggi dalla misura restrittiva. L’arrestato durante il parapiglia di quella notte ha schermato l’accoltellatore con il proprio corpo prima di fuggire» insieme a lui, consegnandogli i propri abiti per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Il 17enne è stato trasferito all’Istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria di Milano. Proseguono gli accertamenti e le valutazioni sulle posizioni degli altri giovani, tutti maggiorenni, coinvolti nella vicenda.
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2 settembre 2026
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