La pittura è la più alta forma d’arte. Lo diceva già Leon Battista Alberti e l’attuale antipittorica (dunque artisticamente inferiore) Biennale di Venezia lo conferma. Con il triste caso dell’ulivo morente, sollevato su queste pagine da Adelaide Cioni. E’ un’installazione, esposta all’Arsenale, in cui per rappresentare la sofferenza si fa soffrire un albero. Un’opera proprio scadente, sia dal punto di vista estetico sia da quello morale (ammesso non siano sinonimi). Uccidere un animale è moralmente giustificato dal nutrirsene, tagliare un albero è moralmente giustificato dall’utilizzarne la legna per riscaldamento o arredamento.