Osteria Grande (Bologna), 3 settembre 2026 – Per decenni non è stata soltanto un mezzo di trasporto, ma un frammento identitario di un’Italia che cambiava ritmo. Ora, a quasi 60 anni dalla sua nascita, la pieghevole di Cicli Cinzia rivive, con un richiamo fortissimo al passato nella sua inimitabile linea, ma anche con lo sguardo aperto nel futuro della due ruote che parla elettrico ormai più di un lustro.
Ritorna la pieghevole, e risorge un marchio che la sua storia l’ha vissuta tutta nel territorio di Castel San Pietro, tra Bologna e Imola, nei capannoni di via Lombardia a Osteria Grande dove fino al 2018 sfornava 100mila biciclette l’anno, prima della chiusura nel 2021 fagocitata dalla globalizzazione e dall’avanzata orientale.
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Maurizio Bombi, erede di papà Giuseppe che la Cinzia la fondò a inizio anni ’60 e che ebbe l’intuizione nel ’67 di una pieghevole da 20 decisamente più comoda della Graziella 16 arrivata qualche anno prima, mette sul tavolo la brochure, e la guarda con orgoglio. “Il marchio ho sempre voluto tenerlo in vita, poi un paio d’anni fa mio figlio Riccardo ha spinto perché studiassimo qualcosa che facesse rivivere la Cicli Cinzia che fece epoca”.

La storia ha i pedali: dalle origini, fino a oggi
Mesi di studio, di disegni, di rapporti riallacciati con vecchi fornitori e le porte bussate a nuove aziende per mettere in strada una due ruote così diversa e al tempo stesso così vicina a quella di un tempo. “E’ stato un lavoro importante e faticoso, basato su due imprescindibili aspetti: richiamare la storia e creare al tempo stesso un prodotto che fosse iconico, riconoscibilissimo”. E così ad assemblarla sarà un artigiano di Aulla, in provincia di Massa-Carrara.
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La Cicli Cinzia del nuovo millennio
E già a vederla così, la pieghevole Cicli Cinzia del nuovo millennio ruba l’occhio. La colorazione arancione (ma c’è anche una versione bianca) che riporta alla storica pieghevole di oltre mezzo secolo fa, una maniacale attenzione ai dettagli e ai particolari come le manopole in pelle, la sella marrone-crema con colori richiamati anche sulle pedaline, il telaio senza saldature (in realtà nascoste con un’opera certosina di livellamento), tutto rigorosamente in inox trattato per essere antiruggine, le gomme antiforatura anche queste parzialmente color crema, batteria perfettamente nascosta all’interno del tubolare.

La nuova bici elettrica e pieghevole di Cicli Cinzia
Un gioiello di estetica e tanto Made in Italy
Un gioiello di estetica, un prodotto di alto livello “dove c’è tutto il made in Italy possibile, e anche il made in Osteria Grande nelle manopole”, sorride Maurizio. Prodotta fino ad ora in 200 pezzi, la nuova pieghevole sbarcherà all’International Bike Festival di Misano Adriatico, e lo farà in uno stand che vedrà a braccetto tre marchi storici. “Con la Fratelli Masciaghi che detiene Coppi e Gloria Cicli Milano, ci saremo anche noi. L’idea è quella di puntare sulla forza di marchi italiani storici, di poter trovare in Coppi, Gloria e Cinzia bici d’eccellenza per il trekking, per la strada e il passeggio, e nel nostro caso naturalmente nel campo delle pieghevoli”.
Perché certi miti non tramontano, cambiano solo strada per continuare a pedalare nel futuro.
