Il primo pallone lo addomestica mentre sta ancora scendendo dal cielo. Un controllo, il portiere superato e la porta spalancata. Quattordici minuti più tardi Giacomo Olzer riceve ancora al limite dell’area e disegna con il sinistro una traiettoria che finisce nell’angolo. Due gol a Cremona, due modi diversi di raccontare lo stesso talento. Il Modena vince 3-0, vola a punteggio pieno e scopre che uno degli acquisti dell’estate potrebbe avere ancora parecchie pagine da scrivere. In tribuna allo Zini ci sono anche mamma e papà. Vederlo segnare due volte ha un sapore particolare pensando a quando, da bambino, qualcuno in famiglia immaginava per lui un futuro dall’altra parte di una rete. Quella della pallavolo.
PRIMA DEL PALLONE C’ERA UNA RETE DA PALLAVOLO
La storia di Olzer comincia a Noarna, in Trentino, dentro una famiglia in cui la pallavolo è praticamente una lingua madre. Entrambi i genitori hanno giocato, papà Mario è diventato allenatore e Giacomo da bambino sembrava poter seguire la stessa strada. Giocava nel Trentino Volley, arrivando a vincere il titolo regionale Under 13 3×3 e a disputare le finali nazionali. Nel frattempo, però, continuava anche a inseguire un pallone. Mori Santo Stefano, Pomarolo, Rovereto e poi il Chievo accompagnano i primi passi di una scelta che diventerà sempre più chiara. Il calcio prende spazio, fino a quando arriva il club che Olzer aspetta davvero. Il Milan. A 14 anni il suo nome era già finito sui tavoli di diversi grandi club. Tra chi aveva bussato c’erano Juventus, Inter, Roma, Fiorentina e perfino il Barcellona, che lo invitò per uno stage in Catalogna. La famiglia disse di no. Giacomo aspettava la squadra per cui faceva il tifo. Nel 2017 quella chiamata arrivò.
IL SOGNO MILAN E QUEL DEBUTTO A SAN SIRO
Con il Milan attraversa Under 17 e Primavera. Nella prima stagione in rossonero segna 9 gol, poi con la Primavera ne mette insieme 17 in 47 presenze. Fino alla sera che ogni ragazzo cresciuto in un vivaio immagina centinaia di volte. È il 12 gennaio 2021, Coppa Italia contro il Torino. Stefano Pioli lo manda in campo durante i supplementari e Olzer debutta con la Prima Squadra a San Siro. Il ragazzo che aveva aspettato il Milan rinunciando anche alla possibilità di andare a Barcellona è finalmente dentro lo stadio che aveva sognato. Pochi mesi dopo, però, il calcio gli presenta la prima grande svolta. Nell’operazione che porta definitivamente Sandro Tonali al Milan, Olzer percorre la strada opposta e passa al Brescia. Da quel momento comincia una carriera molto meno lineare di quanto sembrasse durante gli anni del settore giovanile.
BRESCIA, GLI INFORTUNI E GLI ANNI PER DIVENTARE GRANDE
A Brescia scopre davvero la Serie B. All’inizio trova poco spazio e deve fare i conti anche con diversi problemi fisici. Poi lentamente conquista minuti, responsabilità e continuità. In tre stagioni mette insieme 75 presenze complessive e 6 gol prima di lasciare le Rondinelle. Nel 2025 arriva il Pescara. Anche lì la stagione presenta ostacoli: un problema al ginocchio lo tiene fuori per quasi due mesi, ma quando gioca Olzer riesce a lasciare il segno. Chiude il campionato con 6 reti in 28 presenze di Serie B, cinque delle quali realizzate da fuori area. La squadra retrocede, mentre lui conferma di poter incidere nella categoria. È da quella contraddizione che nasce la successiva occasione. Il Pescara scende, Olzer rimane in Serie B.
MODENA GLI DÀ FIDUCIA, LUI RISPONDE SUBITO
Il 9 luglio 2026 il Modena lo acquista a titolo definitivo e gli fa firmare un contratto fino al 30 giugno 2029, con opzione per un’ulteriore stagione. Un investimento che racconta quanto il club creda nel suo mancino e nelle possibilità di crescita di un giocatore arrivato ormai a 25 anni. L’estate manda già qualche segnale: gol nelle amichevoli, buone sensazioni e una doppietta anche nel test interno dello Zelocchi. Poi la prima giornata di campionato la guarda da fuori per una squalifica ereditata dalla precedente stagione con il Pescara. Il Modena vince a Benevento, Olzer deve aspettare. La sua Serie B gialloblù comincia quindi allo Zini. E dura mezz’ora prima di diventare una storia da copertina.
DUE GOL CHE RACCONTANO UN VIAGGIO
Il primo contro la Cremonese è un gol di sensibilità. Lancio di Brugman, controllo al volo, portiere saltato e pallone accompagnato in rete. Il secondo mostra il gesto che forse appartiene ancora di più a Olzer: sinistro a giro dal limite e palla nell’angolo. Doppietta, 3-0 e Modena a punteggio pieno dopo due giornate. Lui racconta che sul primo gol aveva imparato da un errore commesso nella stagione precedente: in una situazione simile aveva cercato la conclusione immediata, stavolta ha guardato il portiere e aspettato un istante in più. Un dettaglio piccolo, ma forse racconta meglio di tanti numeri cosa sia diventato negli ultimi anni. A 14 anni poteva andare a Barcellona e scelse di aspettare il Milan. A 19 debuttava a San Siro. Poi sono arrivati Brescia, gli infortuni, Pescara e una retrocessione che avrebbe potuto riportarlo indietro. Il Modena gli ha offerto una nuova strada. Olzer ha impiegato una sola partita di campionato per cominciare a percorrerla correndo. E forse, dopo tanti anni passati a inseguire il talento che tutti avevano intravisto da ragazzino, la storia più bella sarebbe proprio questa: scoprire che il momento di Giacomo Olzer può essere adesso.


