In Italia il tumore della vescica riguarda ogni anno decine di migliaia di persone: nel 2025 sono stati stimati circa 29.100 nuovi casi. È una delle neoplasie più diffuse nel nostro Paese e colpisce soprattutto gli uomini.
Uno dei segnali più importanti è anche uno dei più facili da vedere: la presenza di sangue nelle urine. Non significa necessariamente avere un tumore, perché può dipendere da numerose altre condizioni, ma è un campanello d’allarme che non dovrebbe essere ignorato.
Proprio dalle urine arriva ora una possibile novità per rendere più semplice e veloce il percorso verso la diagnosi.
Uno studio britannico pubblicato su European Urology Oncology ha infatti valutato un nuovo test capace di riconoscere oltre 9 tumori della vescica su 10 attraverso un semplice campione di urine.
Quasi mille pazienti coinvolti
La ricerca ha seguito 964 persone inviate in sette reparti di urologia del servizio sanitario britannico per accertamenti urgenti dovuti alla presenza di sangue nelle urine.
Alla fine degli esami, 77 pazienti avevano un tumore della vescica. Il nuovo test ne ha individuati 71, pari al 92,2%.
Ma il risultato forse più importante riguarda le forme più serie: l’esame ha riconosciuto tutti i 17 tumori che avevano già raggiunto la parete muscolare della vescica e 35 dei 36 tumori di alto grado.
Anche quando il risultato era negativo l’indicazione si è dimostrata molto affidabile: nel gruppo studiato, la probabilità di non avere un tumore superava il 99%.
Che cosa si può scoprire dalle urine
Il principio è semplice: un tumore della vescica può lasciare nelle urine delle tracce riconoscibili. Il test le cerca per individuare le persone che hanno una maggiore probabilità di essere malate.
Questo non significa, però, che basterà fare un esame delle urine per avere una diagnosi.
Oggi uno degli accertamenti fondamentali quando si sospetta un tumore della vescica è la cistoscopia, che permette allo specialista di osservare direttamente l’interno dell’organo. È un esame molto importante, ma invasivo e richiede strutture, personale e appuntamenti ospedalieri.
La vera novità potrebbe quindi essere un’altra: capire prima chi ha davvero bisogno di una cistoscopia urgente.
Meno esami inutili, più spazio per chi rischia davvero
Secondo i ricercatori, utilizzare il test come primo strumento di selezione potrebbe ridurre notevolmente il numero di persone indirizzate immediatamente alla cistoscopia.
Nello studio si stima che, ogni mille pazienti valutati, si potrebbero evitare o rinviare 730 cistoscopie urgenti, senza perdere il beneficio clinico complessivo.
Per un sistema sanitario alle prese con liste d’attesa e una domanda crescente di prestazioni specialistiche, il vantaggio sarebbe evidente: utilizzare gli esami più invasivi soprattutto per chi presenta un rischio maggiore e accelerare il percorso proprio dei pazienti che potrebbero avere un tumore.
Alcune strutture del NHS in Inghilterra e Galles stanno già utilizzando il test nei propri percorsi.
Non è ancora uno screening per tutti
I risultati sono promettenti, ma vanno letti con cautela. Lo studio non è stato condotto sulla popolazione sana, ma su persone che avevano già un segnale da approfondire.
Non siamo quindi davanti a un nuovo screening da proporre a tutti e il test non sostituisce la cistoscopia quando questa è necessaria.
La prospettiva è più concreta: partire da qualcosa di semplice come un campione di urine per stabilire chi deve essere controllato per primo.
E in un tumore nel quale arrivare rapidamente alla diagnosi può cambiare il percorso del paziente, potrebbe essere già un passo importante.

Fonti:
Silcock L. et al., Real-World Multicentre Evaluation of GALEAS Bladder for Detecting Bladder Cancer in UK NHS Haematuria Clinics, European Urology Oncology, 2 settembre 2026.
University of Birmingham, Urine test identifies more than 9 in 10 bladder cancers, clinical study finds, 2 settembre 2026.
Fabiano S. et al., Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy: Numbers and rates, Cancer Epidemiology, 2026.
AIRTUM – Associazione Italiana Registri Tumori, Incidenza dei tumori in Italia nel 2025 – Stima, 2026.