Si stava recando al lavoro all’ospedale San Martino di Genova come ogni mattina. Ferma al semaforo a bordo del suo motorino lungo la via Aurelia, nei pressi del passaggio a livello di Bogliasco, Sofia Schiavetti – dottoressa specializzanda in ematologia – ha visto compiersi davanti ai propri occhi una sequenza drammatica. È stata tra le primissime persone a correre verso le vetture accartocciate e ad avviare le manovre di rianimazione per tentare di salvare le vittime del gravissimo incidente che si è verificato intorno alle 7:45 di giovedì 3 settembre, il cui bilancio finale è di due morti e diversi feriti.
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A scatenare la carambola sarebbe stato un malore improvviso al volante che ha colpito un automobilista di 79 anni: perso il controllo del mezzo, l’auto ha invaso la corsia opposta, urtato un paio di vetture e travolto due fratelli che viaggiavano in bicicletta a bordo strada, prima di schiantarsi contro un muro. Nell’impatto hanno perso la vita il conducente 79enne e uno dei due ciclisti, di 52 anni. Il fratello di quest’ultimo, 47 anni, è stato ricoverato in codice rosso al San Martino, così come la moglie 74enne dell’automobilista, mentre una ragazza di 19 anni in scooter è finita in ospedale sotto choc.
L’impatto e i primi soccorsi
“Ero ferma al semaforo in motorino perché mi stavo recando al lavoro e ho visto il bruttissimo impatto”, racconta la dottoressa Schiavetti a GenovaToday. Capita immediatamente la gravità della situazione, la dottoressa non ha esitato: “Sono subito scesa dal mezzo e mi sono precipitata verso l’auto”.
All’interno dell’abitacolo della vettura c’era la moglie del conducente, una donna di 74 anni, spaventata ma cosciente. È stata lei a spiegare i momenti che avevano preceduto l’impatto: “Mi ha riferito che il marito si era sentito male improvvisamente mentre guidava e che lei non era riuscita a prendere il controllo del mezzo”.
La corsa contro il tempo
A quel punto, la dottoressa ha tentato l’impossibile pur di rianimare l’automobilista, un uomo di 79 anni: “Ho subito cominciato le manovre di rianimazione. Poco dopo sono arrivati i soccorritori inviati dalla centrale del 118. Dopo qualche segnale incoraggiante, purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Dopo circa quaranta minuti è stato constatato il decesso”.
La corsa contro il tempo si è svolta in parallelo anche per uno dei due ciclisti travolti dall’auto priva di controllo, un uomo di 52 anni viaggiava assieme al fratello: “Avevo provato a rianimare anche il ciclista”, prosegue la dottoressa Schiavetti. “I militi sono arrivati praticamente subito e hanno cercato in ogni modo di salvarlo, purtroppo senza successo”.
“Una catena di tragedie schivata per un soffio”
“Ricostruendo la dinamica degli istanti fatali, la testimone sottolinea la rapidità e l’inevitabilità dell’impatto: “Purtroppo si è trattato di una catena di tragedie. L’uomo probabilmente è rimasto con il piede sull’acceleratore a causa del malore e si è innescata questa drammatica carambola”.Una tragedia che avrebbe potuto contare un numero di vittime ancora superiore se la circolazione non fosse stata regolata dal semaforo: “Tra l’altro, il fatto che il semaforo sul lato opposto fosse rosso ha evitato che io o altre persone in scooter venissimo travolte”.La dottoressa conclude con un pensiero rivolto a chi ha prestato assistenza in quei momenti concitati: “Voglio ringraziare tutti i soccorritori che sono intervenuti, le forze dell’ordine e la polizia locale. Tutti hanno cercato di fare davvero il possibile”.