di
Domenico Calcagno
L’ex campione di golf, a Marzo, aveva urtato un camion con il suo suv e aveva rifiutato di sottoporsi all’esame tossicologico
Patente sospesa per 5 anni, 1500 dollari di multa e un ultimatum: «Per la sicurezza della collettività, se guiderà tornerà immediatamente in carcere». Darren Steele, giudice della contea di Martin, in Florida, è stato molto chiaro con Tiger Woods, il 50 enne che ha cambiato la storia del golf. Al quale poteva andare decisamente peggio. Il processo che si è concluso ieri con il patteggiamento nasce dall’ultimo incidente della Tigre, lo scorso 28 marzo, quando andò a sbattere contro un camion con il suo suv per «disattenzione» («stavo cercando una stazione radio sul cellulare», dichiarò) e non solo.
Woods risultò negativo all’alcoltest ma rifiutò di sottoporsi all’esame delle urine che avrebbero potuto rivelare l’uso di sostanze. Tralasciando l’accusa di guida spericolata e il ritrovamento nel suo cruscotto di pillole di un oppiaceo. È l’ennesimo capitolo di una storia poco edificante. Al volante il campionissimo non è mai stato un esempio. Il botto dello scorso marzo era stato preceduto da un terribile incidente nel 2021, quando distrusse l’auto e rischiò di perdere una gamba (anche allora: guida spericolata) e sempre su un’auto, ferma sul bordo di una strada, venne arrestato nel 2017 in stato di semi incoscienza provocata da un cocktail di antidolorifici (oltre agli incidenti, il vincitore di 15 Major, ha subito numerosi interventi chirurgici alla schiena e al ginocchio sinistro).
Mentre il suo debutto di guidatore poco raccomandabile risale al 2009, quando nel tentativo di sfuggire alla furia della moglie (ormai ex) Elin Nordgren, che aveva scoperto i suoi numerosi tradimenti, distrusse un idrante movimentando non poco la tranquilla notte del quartiere esclusivo di Jupiter dove viveva. Quello schianto nella notte del 17 novembre, mise fine alla prima parte della sua vita: quella del supercampione praticamente perfetto, sui campi da golf e in famiglia. Dopo l’arresto, Tiger, che all’udienza era accompagnato dalla sua attuale compagna, Vanessa Trump, ex moglie del figlio del presidente, aveva deciso di sottoporsi a un serio trattamento per rimettere a posto la sua salute e aveva trascorso diverse settimane in una costosissima clinica svizzera. In tribunale è arrivato in auto, ma non guidava lui e adesso dovrà assumere un autista, per la sentenza e per il bene suo e di chi circola sulle strade della Florida. Woods è sicuramente stato il più grande golfista di sempre. E se sui fairway ha sempre incantato, su strade e autostrade ha soprattutto seminato il panico e fatto la felicità dei carrozzieri.
2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 18:38)
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