Se il nuovo allenatore vincesse anche a Torino, batterebbe tutti i tecnici rossoneri dal 1958 a oggi
“Ruben Amorim può fare meglio di Sacchi, Capello e Ancelotti”. Prima di invocare sacrilegio, lesa maestà e oltraggio a pubblica leggenda, prendere un respiro e considerare che lo dicono i numeri. Il grande mondo delle statistiche offre uno spunto: se Amorim battesse la Juve a Torino, diventerebbe il primo allenatore dal 1958 a vincere le prime tre partite di campionato della sua vita milanista. Non ci è riuscito nessuno negli ultimi 68 anni. Chi l’avrebbe detto?
sacchi, capello e ancelotti—
Sacchi firmò con il Milan nell’estate 1987 e alla seconda giornata perse in casa contro la Fiorentina. Gol di Ramon Diaz e Roberto Baggio. Capello prese la squadra nel 1991 e alla terza giornata giocò, guarda un po’, a Torino contro la Juve. Era settembre anche allora, 35 anni fa. Il Milan aveva vinto le prime due con Ascoli e Cagliari ma alla terza non andò oltre un 1-1 rimediato in extremis. Ancelotti arrivò in corsa, nel novembre 2001, per sostituire Fatih Terim, degradato da Imperatore a reuccio in esilio. Alla prima, pareggiò in casa: 0-0 contro il Piacenza. Male. Non sempre quel proverbio sul buongiorno e il mattino ha un senso.
chi ci è riuscito—
Sì, ma quanti allenatori del Milan sono riusciti a vincere le prime tre partite della loro vita in Serie A? Solo tre. Mario Sperone nel 1952, Gipo Viani nel 1956 e Luigi “Cina” Bonizzoni nel 1958. Un’altra epoca. Nei tempi moderni nessuno, neanche con un calendario favorevole (Allegri aveva Lecce, Cesena e Catania), neanche con un colpo di fortuna.
amorim: che cosa deve fare—
Amorim contro il Venezia ha rischiato di lasciare punti ma ha mostrato idee e atteggiamento offensivo. Contro la Juventus, certo, sarà più difficile. Con Spalletti è logico aspettarsi una partita aperta, con accelerazioni e decelerazioni, momenti intensi e altri più tranquilli. Può andare in tanti modi diversi, secondo esito dei duelli, preparazione tattica della partita e momento dei singoli. Rabiot, ad esempio, nel suo vecchio stadio è atteso dall’inizio, per la prima volta in stagione. Amorim dovrà fare scelte non scontate. Ha senso insistere su Loftus-Cheek dal primo minuto? (no, probabilmente) È giusto dare ancora una maglia da titolare ad Alphadjo Cisse? Se Amorim avesse dubbi, ricordi che Cina Bonizzoni, oltre ad avere detto no agli Agnelli che gli offrivano una Cinquecento per andare ad allenare la Juve, un giorno vide un ragazzino allenarsi sotto la pioggia sui campi del Milan a Linate. Era un provino, e il piccolino da lontano, con quell’acqua, si muoveva come Schiaffino. Lo prese e lo portò a giocare in prima squadra anche se aveva 16 anni, quattro meno di Alpha Cisse. Era Gianni Rivera.
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