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Tra promesse di rivoluzione a Sanremo che scivolano sui soliti noti e una stagione estiva che lascia sul campo il flop dei suoi tormentoni costruiti a tavolino, la musica sembra avere una disperata fame di idee. Vere. 

Nel mezzo, le notizie di salute che tengono col fiato sospeso da quella più seria di Lionel Richie all’altra meno grave di Tommaso Paradiso. E ancora il mito intramontabile di Vasco. In fondo, come sempre, le ‘note a margine’ – 3 piccoli consigli musicali che potrebbero interessarvi. Ecco un nuovo appuntamento di Tutta un’altra musica, la rubrica sonora di Vision, il magazine di spettacolo di Today.it.

Sanremo, De Martino e i soliti Måneskin

Mancano ancora 6 mesi al Festival di Sanremo e dunque ogni giudizio, specialmente se tranchant, sarebbe prematuro. Tuttavia, indiscrezioni e notizie sulla kermesse serpeggiano già. E non appaiono così innovative, anzi. Lato regolamento si è tornati su quanto già fatto in passato da Claudio Baglioni (il vincitore dei giovani, uno solo, entrerà di diritto tra i Big di Sanremo 2027). Fin qui nulla di male, nel senso che è del tutto legittimo riprendere vecchie strade se queste hanno portato a risultati ritenuti soddisfacenti. 

L’indiscrezione su Dua Lipa, invece, lascia in parte perplessi. Il nome è grande – star dalla fama mondiale – ma è già noto nella città dei fiori. Era il 2020, Amadeus conduttore e direttore artistico. Stavolta si parla di una co-conduzione, che è diverso certamente. Ma insomma, non una novità assoluta. 

E lo stesso si può dire per i Måneskin. A Tv, Sorrisi e Canzoni De Martino ha detto di sognare una reunion del gruppo sul palco del Teatro Ariston e che ci sta lavorando. Un’ipotesi che circola già da un po’ (tra l’altro dietro il successo del gruppo c’è Fabrizio Ferraguzzo, scelto da De Martino come consulente musicale). Anche in questo caso, però, nulla di speciale. Il gruppo romano si era già esibito in qualità di super ospite nel 2022 e nel 2023. 

Per il momento, la preannunciata svolta di De Martino si traduce in un cauto immobilismo. I prossimi mesi diranno se saprà davvero spiazzarci o se ci troveremo di fronte all’usato sicuro.

I tormentoni fatti a tavolino hanno stancato

Ogni estate l’industria musicale obbliga – o quasi – i cantanti a realizzate ‘il pezzo estivo’, che poi per qualcuno si traduce nel ‘tormentone’. Da qualche anno, però, i conti non tornano più. Non come una volta, ecco. Al netto di alcuni pezzi che sono comunque andati bene e hanno venduto (“La testa gira”, “Al mio paese”, “Sorry scusa lo siento”), altri invece hanno deluso. La sensazione è che siano stati troppo a tavolino. Nati più dall’esigenze di ‘esserci’ che non da un vero incontro di esigenze artistiche. 

È inevitabile che l’idealismo prima o poi si scontri con la concretezza dei numeri e dei margini di guadagno. Nessuno vive sul pianeta delle favole e tutti sappiamo quanto l’industria ne abbia bisogno ma resta un velo di amarezza quando è proprio la musica a dover piegare la testa di fronte al dio denaro. Ad ogni modo, tra i flop più inattesi – tra dati oggettivi e parere personale – sicuramente ci sono “Hit Parade”, “La Costiera Amalfitana” e “Tucamacarena” rispettivamente di Morandi e Amoroso, Rovazzi, D’Angelo e Arisa, Baby K.

Vota il tuo tormentone dell’estate 2026. Il sondaggio di Today Lionel Richie : come sta davvero

Ancora paura per Lionel Richie, noto cantante, compositore e produttore americano. “Say You, Say Me”, “Endless Love”, “All Night Long” tra le sue canzoni più famose. Richie, infatti, è stato recentemente ricoverato in terapia intensiva a St. Louis dopo essersi esibito nella cittadina americana lo scorso fine settimana. Si tratta del secondo episodio in pochi mesi: Richie era stato anche portato d’urgenza in ospedale a giugno dopo essersi sentito male sul palco durante un concerto a St. Paul, in Minnesota. Le ultime notizie, fortunatamente, sono confortanti. 

Stando a quanto riportato in esclusiva da People, infatti, Richie sarebbe ora a casa. La nota rivista americana scrive che l’artista “è stato dimesso dall’ospedale e sta benissimo”. Bene Lionel, abbiamo ancora tanto bisogno di te e della tua musica.

Tommaso Paradiso e il virus

Tommaso Paradiso è stato costretto a cancellare gli ultimi due appuntamenti del suo tour estivo a causa del Toscana virus, un’infezione veicolata dalla puntura dei pappataci. 

È stato lo stesso cantautore romano a spiegare l’accaduto sui social, rassicurando i fan sulle sue condizioni: “Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo”. 

Un’insidia che può non essere banale: come chiarito dall’infettivologo Matteo Bassetti, sebbene la patologia possa limitarsi a manifestazioni simil-influenzali, rischia anche di determinare quadri clinici molto complessi come meningiti o encefaliti. Con un’ulteriore complicazione: per questo virus non esistono ad oggi né un vaccino né una terapia specifica.

Com’è nata davvero “Vita Spericolata” di Vasco

Un aneddoto viscerale e potente sulla genesi di uno dei brani simbolo della musica italiana. A rievocarlo è lo stesso Vasco Rossi, che affida ai social il ricordo folgorante di quel giorno: “44 anni fa a Cagliari ho scritto ‘Vita spericolata’. Eravamo bloccati dalla pioggia davanti a un campo sportivo, non si potevano nemmeno fare le prove e io ero chiuso in macchina… All’improvviso arrivò l’illuminazione. Dopo molto tempo che lavoravo sulla musica mi venne improvvisamente la frase ‘Voglio una vita…’, fu un’illuminazione… tutto il resto mi balenò in mente… maleducata.. spericolata.. di quelle che non dormi mai…”.

Un’intuizione nata nell’abitacolo di un’auto che catturava perfettamente lo spirito di un’epoca: “Era una canzone nata dalla sbornia di ottimismo probabilmente ingenuo degli Anni Ottanta, che veniva dopo la grande illusione del sogno di poter cambiare il mondo o almeno il sistema che metteva al centro la merce, il profitto, il consumismo, la pubblicità, invece che l’uomo. Con la sconfitta dei Settanta e il delirio delle Brigate Rosse, s’era infranto tutto. Ma poi: chi non vuole una vita spericolata a 30 anni? Una vita piena di avventura…”.

Dietro quello che la critica dell’epoca ha spesso travisato, si nascondeva un’urgenza espressiva pura, viscerale: “È una delle canzoni più fraintese della storia dell’umanità, è un inno alla vita vissuta spericolatamente, nel senso di intensamente. È venuta fuori dalla mia anima”, le parole di Vasco Rossi su Instagram.

Le classifiche della settimana: chi scende e chi sale

Ecco le prime posizioni delle classifiche ufficiali FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) relative all’ultima rilevazione disponibile, ovvero quella della settimana che va dal 21 agosto 2026 al 27 agosto 2026.

Album

  1. Tutto è possibile – Geolier (=)
  2. Tutta vita (Sempre) – Olly (=)
  3. Vangelo – Shiva (=)
  4. Mediterraneo (Dopo il mare) – Bresh (+1)
  5. Debí Tirar Más Fotos – Bad Bunny (-1)
  6. Million Dollar Babe – Anna (=)
  7. Amatore – Samurai Jay (-1)
  8. Comuni immortali – Achille Lauro (=)
  9. Anche gli eroi muoiono – Kid Yugi (=)

Singoli

  • La testa gira – Fred De Palma, Anitta & Emis Killa (=)
  • Dai dai – Shakira & Burna Boy (=)
  • Canzone d’amore – Geolier (+1)
  • Ossessione – Samurai Jay (-1)
  • Movin’ To The Sun – Hugel, Imael Angel & Ultra Naté (+1)
  • Al mio paese – Serena Brancale, Levante & Delia (-1)
  • Da dio – Bresh (+1)
  • Canto d’amore – Angelina Mango & Marco Mengoni (+1)
  • Sorry Scusa Lo Siento – Pinguini Tattici Nucleari (-2)
  • Bad Bad Bad – Shiva & Geolier (=)

Note a margine

A proposito di Maneskin. I Wanna be your slave, Zitti e Buoni, Mammamia, Supermodel: tanti i successi del gruppo romano, momentaneamente fermo. Ma conoscete la canzone Trastevere? La particolarità di questo brano – una gradevole ballad malinconica – sta nel fatto che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non contiene alcun richiamo alle origini dei quattro membri della band. Al contrario, si tratta di una ballad cantata in inglese che è rimasta a lungo senza un nome ufficiale.

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