“Chi vuol bene ai candidati oggi è meglio che non ci metta il cappello perché automaticamente li mette subito in condizioni di dover chiarire delle cose che è difficile chiarire, però che Azione partecipi al percorso per individuare un candidato del centrosinistra ci sta, nel senso che sono stati con me per un lungo periodo, quindi è normale che ci sia questo tentativo”.

Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell’apertura della festa dell’Unità del Pd metropolitano, rispondendo a una domanda sul sostegno espresso da Azione a Mario Calabresi, sebbene non si sia ancora ufficialmente candidato nella corsa per Palazzo Marino con il centrosinistra, con l’obiettivo di evitare le primarie.

“Le primarie possono essere la soluzione”

Parlando delle prossime elezioni amministrative, il ragionamento del sindaco abbraccia il tema del timing, cioè quando si andrà a votare: “Mentre sulle politiche noi non abbiamo una data del voto, sulle amministrative abbiamo perlomeno una finestra dal 15 aprile al 15 giugno. Io partirei per ogni riflessione da una questione di timing – ha spiegato -. Quello che sembra di capire a tutti gli addetti ai lavori è che i partiti cercheranno tra di loro un confronto per vedere se c’è una candidatura condivisa e lo faranno in questa fase. Poi, se così non fosse, se non sarà possibile, arriviamo alle primarie, che io penso onestamente non siano né un dogma né un tabù ma possono essere una soluzione. Credo che sia difficile immaginare che le primarie siano domani mattina o fra un mese – ha riflettuto Sala -, è evidente che va fatto un percorso di discussione sui programmi e sulle cose che uniscono e dividono perché tanto le primarie non potranno essere troppo a breve, non ho mai visto fare le primarie otto mesi prima del voto. Quindi, prima ci sarà un tentativo di verificare se c’è la possibilità di una candidatura condivisa. Se non c’è probabilmente si andrà alle primarie ma a quel punto diventano fondamentali non solo le regole ma anche il timing”.

Secondo Sala il centrosinistra ha ampie possibilità di vittoria

A chi gli chiede se Calabresi possa essere il candidato che mette d’accordo tutti, il sindaco ha ribadito che “sui singoli candidati non posso commentare perché non mi sembra giusto ma adesso vedo che sono in tanti che mostrano interesse. E non è così nel centrodestra, sì abbiamo sentito parlare di qualcuno ma non c’è questo attivismo. Le possibilità di vittoria sono sicuramente elevate, così dicono un pò tutti i sondaggi, ma bisogna gestire bene il percorso”.

Il futuro del campo largo milanese, secondo Sala

Se il timing con cui Calabresi si sta muovendo detti in qualche modo la linea del Pd, ha proseguito Sala, “dovete chiederlo a lui. È chiaro che è uscito con largo anticipo ma d’altro canto è conseguente alla volontà che ha espresso di cambiare vita”. Quando un esponente di centrodestra dice che potrebbe votare per un esponente del centrosinistra, come è successo con l’ex sindaco Gabriele Albertini, l’esponente del centrosinistra dovrebbe essere “né preoccupato né contento però certamente non gli fa bene. Credo che l’elettorato del centrosinistra, che è plurimo, vario e con tante sensibilità, non prenda bene una cosa del genere. Non credo neanche che sia una cosa che solleciti Calabresi e non credo che sia nel suo interesse”.

Riflettendo, infine, sul campo largo e sulla possibilità che il Pd riesca a tenerlo unito, “a Milano – ha osservato Sala – mi pare che il tentativo sia di allargare il più possibile il campo largo che in sé non è sbagliato, però quando parlo di programma non è che parlo della scrittura di duemila pagine, parlo di trovare un confronto sulle cose che possono essere più divisive. I partiti si possono dividere perché vedono le cose in maniera diversa. Questo è il momento di confrontarci e di capire se sulle differenze si trova un consenso”, ha concluso il sindaco.