Lo sguardo affilato come una lama, il viso scolpito nella terracotta e avvolto in un mucadore scuro, le mani giunte intorno a una spiga di grano. C’è tutta l’iconografia della Sardegna negli scatti di Vassilis Pitoulis, fotografo di moda bolognese, che insieme alla top model internazionale Ludmilla Voronkina Bozzetti ha appena realizzato nell’isola il suo nuovo libro-progetto, “Archè. Back to origins”, di prossima pubblicazione. È un omaggio dichiarato alla Sardegna, alla sua storia millenaria, ai suoi paesaggi selvaggi, alla sua cultura misteriosa. Uno di quei luoghi magici dove tutto ha inizio e il tempo, a volte, sembra essersi fermato.
Il lungo viaggio
Archè è un lungo viaggio. Tappa dopo tappa, immagine dopo immagine, il fotografo e la sua musa vanno alla recerche dell’origine della vita e dell’appartenenza dell’uomo alla natura. Raccontano la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco, cioè le forze primordiali che vengono prima dei nomi, prima delle storie, prima ancora che l’uomo cercasse di comprendere il mondo. Il viaggio racconta anche un quinto elemento, l’essenza, che non si può toccare e che tuttavia attraversa ogni cosa. «Vogliamo rappresentare il ritorno all’essenziale, al principio originario. Archè, appunto, dal greco antico – dicono gli autori –. Per questo motivo il progetto prende forma interamente in Sardegna. Un’isola antica e misteriosa, dove la pietra conserva tracce di civiltà millenarie, l’acqua penetra la roccia, il vento modella la terra e il fuoco continua a essere insieme minaccia, energia e rigenerazione. Qui il paesaggio possiede ancora qualcosa di originario: la bellezza aspra che non si lascia addomesticare. La figura femminile diventa allora il filo che attraversa l’intero viaggio. Non domina la natura e non la rappresenta. Ne fa parte. A volte appare, altre scompare; si trasforma, si confonde con la pietra, con l’acqua, con il vento, con il fuoco, fino a diventare presenza e memoria».
Alla ricerca dell’essenziale
Vassilis Pittoulis insieme alla modella-musa Ludmilla hanno percorso la Sardegna da San Teodoro all’isola di Molara, dai Sassi piatti di Cala Girgolu alle fonti di Su Gologone a Oliena, fino alle remote dune di Piscinas nella costa occidentale dell’isola. Ambientazioni forti, suggestive, identitarie, divise tra il calore della terra e la furia del mare e del vento. Il fotografo ha scattato a colori o in bianco e nero ispirato dalla natura e dagli elementi. Il risultato è sorprendente: uno scatto, forse involontariamente, richiama persino un’autentica pietra miliare dell’arte sarda, La madre dell’ucciso di Francesco Ciusa, scultura premiata nel 1907 alla Biennale di Venezia. La top model restituisce il dolore profondo della madre con una posa solenne, ieratica, naturalmente elegante, valorizzata dall’impiego del bianco e nero.
Ludmilla Voronkina – modella di madre russa e padre ucraino, ora anche cittadina italiana – è ormai di casa in Sardegna. Con il marito Giovanni Bozzetti, presidente dell’ente Fiera di Milano, trascorre l’estate a Capo Coda Cavallo e le sue foto scattate nell’isola hanno fatto il giro del mondo. L’anno scorso tre scatti mozzafiato di Andrea Varani per il libro-mostra “Italia di moda” – un viaggio emozionale nel Belpaese fatto non solo di moda, ma di radici, appartenenza, relazioni – sono stati realizzati a San Teodoro, sugli scogli a La Suaraccia e al caseificio Antica Caresi nelle campagne tra Olbia e Monte Pino, alle porte di Olbia. Anche quello un regalo alla Sardegna inserito in un più grande omaggio all’Italia, patria d’adozione della modella. Il Paese che le ha dato gioia e notorietà internazionale.