Che l’intelligenza artificiale stia ormai entrando in quasi tutti gli ambiti della nostra quotidianità è sotto gli occhi di tutti. Quando, però, gli algoritmi vengono messi alla prova con la grafica e la rappresentazione di luoghi identitari come piazza Saffi, il risultato può sfociare in vicende che diventano virali sui social. È quello che sta succedendo in questi giorni attorno alle locandine e ai cartelloni pubblicitari affissi per promuovere le serate “Mercoledì nel cuore – Famiglie in centro”.
A fare da sfondo alla cartellonistica c’è, infatti, una bella piazza Saffi affollata, apparentemente ideale per trasmettere l’atmosfera di festa. È bastato, però, lo sguardo attento di qualche cittadino per trasformare il manifesto in una divertente “caccia al dettaglio”.
La grafica, elaborata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, contiene infatti tutte quelle piccole e stravaganti imprecisioni tipiche della tecnologia quando prova a ricreare contesti reali. Tra le sviste balzate all’occhio dei cittadini c’è la celebre statua al centro della piazza di Aurelio Saffi, che nella rielaborazione digitale ha assunto una fisionomia decisamente originale, quasi “fantasy”, con un abbigliamento che ricorda più una tunica che le forme classiche che tutti conoscono.
Guardando poi tra la folla tratteggiata dallo sfondo, l’algoritmo si è sbizzarrito ancora di più: qua e là spuntano persone con tre gambe, volti sfocati e proporzioni non reali.
Altri dettagli sottolineati dalla pagina Instagram “Forlì che cringia”
Nel giro di poco tempo, le immagini sono diventate virali online. La pagina Instagram “Forlì che cringia” ha condiviso le foto evidenziando gli svarioni più esilaranti della grafica e scherzando su elementi come “Saffi con la ginecomastia” e sul fatto che “3 gambe sono meglio di 2!”. Tra i commenti degli utenti c’è chi ha subito ironizzato citando la poesia con un divertito “La statua è di Saffo, nota poetessa dell’amore”, mentre altri hanno notato dettagli esilaranti come “Piedi palmati e che vanno in direzioni diverse…”.
Il post della pagina “Forlì che cringia” su Instagram
Accanto all’umorismo goliardico dei meme, sui social diversi cittadini hanno commentato l’accaduto con un pizzico di perplessità. “Ma son del mestiere, questi?” si chiede un utente su Facebook, parlando di un “personaggio non ben identificato, in tunica medievale” al posto della statua al centro della piazza.
Un’altra cittadina si spinge oltre, chiamando in causa direttamente l’amministrazione e taggando il vicesindaco e assessore alla cultura Vincenzo Bongiorno: “Caro Comune, ma come avete fatto a farvi venire un’idea così brillante? La finta statua che sembra un guerriero medievale davvero non si può vedere”.
Il vice sindaco: “Contrariato per quanto successo, aspettiamo delle spiegazioni”
Accanto all’ironia e alle perplessità mostrate dai cittadini, c’è il dispiacere dell’Amministrazione comunale. “Quello che è successo è molto grave – afferma il vice sindaco e assessore alla Cultura Vincenzo Bongiorno -. Ho chiesto una spiegazione all’agenzia di comunicazione che abbiamo incaricato per quelle locandine, anche noi vogliamo capire come sia potuto accadere qualcosa di così grave e come evitare che non capiti più, visto che sono stati modifcati dei simboli identitari della nostra città che invece andrebbero trattati con estrema attenzione”.
Dalla vicenda, però, secondo il vice sindaco si può imparare qualcosa. “Sono molto contrariato, ma quanto accaduto ci deve servire come monito: utilizzare l’intelligenza artificiale non è sbagliato, è uno strumento che può essere d’aiuto in tanti settori, ma ci vuole prudenza e responsabilità. Non possiamo delegare totalmente i nostri compiti all’AI”.