di
Francesco Bertolino e Daniela Polizzi

Dopo l’uscita dal gruppo dell’occhialeria, il 31enne imprenditore si dimette anche dall’incarico nell’ente benefico. La lettera ai revisori della holding sui sospetti di conflitto di interesse nel cda

Fra Leonardo Maria Del Vecchio e la holding di famiglia Delfin è rottura totale. Dopo aver lasciato tutti gli incarichi operativi all’interno di EssilorLuxottica, a quanto si apprende, Leonardo Maria Del Vecchio si è dimesso anche dal ruolo di presidente per l’Italia di OneSight, la fondazione di Essilux che promuove l’accesso inclusivo alle cure oculistiche. Al suo posto dovrebbe subentrare Alessandra Senici, dallo scorso giugno responsabile a livello globale di OneSight.

Seppur priva di risvolti operativi, l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dalla fondazione ha un valore simbolico e si inserisce nello scontro in atto fra il trentunenne imprenditore e i vertici di Delfin. In questo quadro, stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore, lo scorso 29 agosto Leonardo Maria Del Vecchio hai inviato una lettera ai revisori dei conti di Delfin, chiedendo loro di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding che custodisce il 32,4% di Essilux e partecipazioni rilevanti in Generali, Mps e UniCredit.



















































Tre i rilievi principali avanzati da Leonardo Maria Del Vecchio che di Delfin è azionista al 12,5% e aveva in animo di salire al 37,5% rilevando le quote di due fratelli. Anzitutto, il giovane imprenditore lamenta il rifiuto del board di fornire ai suoi consulenti fiscali alcune informazioni riguardo alla composizione del patrimonio della holding. Contesta poi l’atteggiamento – a suo dire contraddittorio – del board che prima avrebbe assicurato la disponibilità di Delfin a sostenere la salita di Leonardo Maria nel capitale della cassaforte per poi invece frapporre ostacoli all’operazione.

Il giovane imprenditore sostiene poi che alcuni membri del board siano in conflitto di interessi. Mario Notari, in particolare, sarebbe al contempo consigliere di Delfin e in causa con i suoi azionisti, contro cui ha promosso una causa per ottenere il pagamento di alcuni compensi professionali. Quanto a Romolo Bardin, Leonardo Maria sottolinea il suo ruolo anche in Cdv Holdings, veicolo societario riconducibile al fratello Claudio, e domanda se sia stato valutato adeguatamente il rischio di conflitto di interessi.

Leonardo Maria domanda, infine, delucidazioni su due operazioni finanziarie a cui ha preso parte in passato Delfin. La prima riguarda il salvataggio di Ceramica Dolomite, azienda di cui la holding è diventata azionista nel 2022 ma che risulta tuttora in crisi e in perdita per 19,4 milioni nel 2024. La seconda concerne il gruppo di abbigliamento Brooks Brothers, fallito nel 2020 e finito al centro di un procedimento di ristrutturazione del debito: da documenti pubblici risulterebbe che Delfin era azionista della società sin dal 2016 e che la holding sarebbe tuttora coinvolta in un contenzioso negli Stati Uniti. Del Vecchio sostiene che il board non abbia fornito abbastanza informazioni riguardo a questi due casi.  

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3 settembre 2026