Non c’è Festival del cinema di Venezia senza un tocco pratese. Oltre a Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi che chiuderà la kermesse sabato 12 settembre, fa piacere trovare il documentario Anita delle Amazzoni di Roberto Bianchin e Piero Fontana, in programmazione nella Sala Laguna / Giornate degli autori, domenica 6 settembre alle 10.30.
Ma chi è la protagonista a cui è dedicato il docufilm? Si tratta di Anita Gambarutti Orfei, nata a Prato il 20 gennaio 1941 da Romana Fusignani e Bruno Gambarutti. Anita è stata un punto di riferimento per tutto il mondo del circo, sposatasi giovanissima nel 1963 con Nando Orfei appartenente alla famosa famiglia di circensi. Anita si è trasformata subito una acrobata ciclista e verticalista, cavallerizza, addestratrice vivendo e lavorando tutta una vita dentro il famoso circo Orfei. In tutte le sue dimensioni: dalla pista alla direzione e alla attività imprenditoriali.
Il docufilm che passerà il 6 settembre al Lido, narra la sua incredibile storia, come una protagonista indiscussa dell’affascinante mondo del circo. II titolo si ispira a una delle grandi produzioni degli Orfei negli anni Settanta e racconta la storia del circo italiano del Novecento attraverso le vicende della protagonista.
Per l’occasione, Anita si è raccontata con sincerità davanti alle telecamere di Bianchin e Fontana con l’aggiunta di rare e preziose immagini d’epoca. Un racconto che nasce anche dai luoghi privati mai svelati come il famoso grande caravan Modello Marzolini, lungo ben ventiquattro metri dove la circense d’origine pratese ha trascorso parte della sua vita e dove ha continuato a vivere anche dopo la scomparsa del marito Nando, grande domatore e giocoliere, scelto persino da Federico Fellini innamorato da sempre del circo, per un ruolo importante: quello dello zio in Amarcord del 1973, uno dei suoi capolavori. La musica del docufilm è di Paride Orfei, uno dei tre figli di Anita e Nando (le altre due sono Ambra e Gioia) e come il padre valente musicista.
Federico Berti