Si può dire che è l’anno dell’Atr! E i buoni risultati del 2025 sembrano solo l’abbrivio per un anno molto promettente. Atr è la joint venture tra Leonardo e Airbus ed è leader mondiale nella produzione di aerei regionali turboelica, la famiglia degli Atr 42 e 72, assemblati a Tolone ma in Italia negli stabilimenti campani di Pomigliano d’Arco si producono tutte le fusoliere e a Nola vengono realizzate parti e componenti strutturali in materiale composito e metallico.

APPROFONDIMENTI

A Foggia, invece, vengono prodotti gli impennaggi di coda in materiale composito, fondamentali per garantirne la stabilità in volo e il controllo direzionale. Ieri Atr e FLY91, una compagnia aerea regionale indiana, hanno annunciato l’acquisto di 40 velivoli ATR 72-600 per un valore di circa un miliardo di dollari. La cerimonia di firma si è svolta presso l’Udaan Bhawan, Ministero dell’Aviazione Civile, a Nuova Delhi, alla presenza di Kinjarapu Ram Mohan Naidu, ministro dell’Aviazione Civile, Nathalie Tarnaud Laude, amministratore delegato di ATR, Alexis Vidal, Direttore Commerciale di ATR, Manoj Chacko, fondatore,e amministratore delegato di FLY91 e Harsha Raghavan, Presidente di FLY91 e managing partner di Convergent Finance Per Atr è il più grande contratto dell’ultimo decennio e l’ordine è il più importante mai siglato da una compagnia aerea regionale. Le consegne sono previste tra il 2027 e il 2032.

LA FLOTTA

L’accordo porta gli ordini del 2026 di ATR a 54 velivoli, superando già il totale degli ordini netti che la compagnia ha totalizzato per l’intero 2025, pari a 50 velivoli. In India volano già circa 70 ATR attraverso IndiGo, Alliance Air ed appunto FLY91, che già opera sei velivoli e che quindi vedrà crescere la sua flotta a 46. «L’accordo – recita una nota di FLY91 – rappresenta una pietra miliare nel percorso dell’aviazione regionale indiana ed è destinato a cambiare radicalmente il settore nel Paese». La storia di FLY91 è esemplificativa dell’enorme crescita indiana e del suo ulteriore potenziale soprattutto nei rapporti con l’Europa, facilitata dalla diffusione della lingua inglese e dalla impostazione anglosassone del diritto e degli usi commerciali. In soli due anni e mezzo dall’inizio delle operazioni, FLY91, con sede a Goa, ha effettuato oltre 15mila voli, quasi 280 voli settimanali verso 12 città, con la sua tredicesima destinazione che inizierà a essere servita entro la fine di questo mese. «L’importante ordine per 40 aeromobili – spiega la compagnia – fornirà la scala necessaria per costruire una rete regionale molto più ampia e collegare un maggior numero di città non servite o scarsamente servite in tutto il paese». E questo avviene nel momento in cui il governo indiano sta dando nuovo impulso alla connettività regionale attraverso il programma UDAN 2.0 che prevede la realizzazione di 100 aeroporti a partire da piste di atterraggio esistenti non servite, il sostegno al loro funzionamento, la creazione di una rete di 200 eliporti nelle regioni collinari, remote, insulari e in via di sviluppo, il sostegno alle compagnie per dieci anni per le rotte meno remunerative con fondi per 2,6 miliardi di euro.

LE CONNESSIONI

L’espansione dell’aviazione regionale in India richiede quindi aeromobili in grado di offrire viaggi aerei a prezzi accessibili sulle rotte regionali brevi, mantenendo al contempo i massimi livelli di efficienza e affidabilità. In un mercato in cui l’accessibilità economica delle tariffe rimane fondamentale e il carburante rappresenta una quota significativa dei costi operativi, l’Atr 72-600 consente alle compagnie aeree di operare rotte regionali brevi in modo efficiente e affidabile, supportando una crescita sostenibile tra le città di secondo e terzo livello e contribuendo a rendere i viaggi aerei accessibili a milioni di cittadini in più. L’Atr, infatti, è un aereo che presenta vantaggi notevoli per il trasporto regionale in aree che non hanno reti stradali e ferroviarie sviluppate: da un lato usa aeroporti con piste corte, dall’altro ha consumi di carburante ed emissioni inferiori del 45% rispetto a jet regionali comparabili. Questo lo rende particolarmente attraente soprattutto per la resistenza agli elevati prezzi del carburante, che rappresentano fino al 40% dei costi operativi delle compagnie aeree.

IL FUTURO

L’India, in particolare, ha prospettive enormi (ulteriormente potenziabili con il recente accordo sulla riduzione delle tariffe doganali): oltre il 90% dei 4,6 miliardi di viaggi interurbani annuali in India sono inferiori a 400 miglia nautiche, la distanza in cui i turboelica offrono un’economia imbattibile rispetto ai jet regionali, soprattutto in contesti di tariffe basse e nell’attuale contesto di aumento dei prezzi del carburante.