Nel comunicato si parla anche di un “ulteriore sviluppo delle attività in Nord America e Cina“. In Nord America il gruppo si concentrerà sui segmenti più redditizi, mentre sul mercato cinese l’obiettivo è adattarsi alle nuove previsioni di crescita ed espandere le attività di esportazione verso un non meglio precisato “Sud globale”.
Poi ci sono due aspetti particolarmente rilevanti per il futuro di Wolfsburg. Anche se non viene citata esplicitamente, la storica Legge Volkswagen, che concede un potere di veto al Land della Bassa Sassonia e quindi una forte influenza all’interno del consiglio di sorveglianza, sarà rivista dopo oltre 60 anni.
Il consiglio di sorveglianza ha infatti chiesto al management “di sviluppare un modello per una struttura decisionale e di gruppo evoluta”, che “costituirà la base per la realizzazione di sinergie tecnologiche e di altro tipo che riducano i costi in tutto il Gruppo” e consentirà “una chiara attribuzione delle responsabilità e una governance più rapida, efficiente e moderna”.
A tal fine, lo stesso consiglio ha garantito il proprio impegno a “limitare i diritti di approvazione riservati alle misure di rilevanza sostanziale per il Gruppo nel suo complesso, con soglie adeguate e allineate alla prassi standard del mercato”.
In altre parole, il massimo organo amministrativo ha accettato di rivedere i poteri concessi alla Bassa Sassonia sulle decisioni di rilevanza strategica, considerati dai vertici aziendali un ostacolo all’attuazione delle misure di ristrutturazione.
Infine, sono confermate le iniziative di razionalizzazione del portafoglio di investimenti e di utilizzo più efficace del capitale. Le partecipazioni azionarie e le attività saranno valutate rigorosamente per mantenere soltanto quelle con un chiaro contributo strategico e finanziario al core business.
Circa un terzo degli asset sarà oggetto di razionalizzazione, mentre le attività non strategiche saranno cedute o riorganizzate e il portafoglio immobiliare sarà sottoposto a revisione.
Non vengono menzionati marchi come Seat o partecipazioni in Ducati, Traton o SGL Carbon, ma la sostanza non cambia: è probabile che finiscano al centro delle attività di revisione.
Il comunicato si conclude con i prossimi passi che saranno compiuti dal gruppo, a partire dall’avvio immediato delle necessarie interlocuzioni con i rappresentanti dei lavoratori, laddove siano richiesti accordi specifici, e con gli organi responsabili dei marchi e delle filiali.
In ogni caso, “il consiglio di sorveglianza sarà strettamente coinvolto nel processo, regolarmente aggiornato sui progressi e consultato ove necessario”. Una cosa è certa: il management e Blume, riuscendo a convincere il consiglio di sorveglianza ad avviare un piano lacrime e sangue, hanno evitato che il prossimo autunno diventasse infuocato a Wolfsburg e nel resto della Germania.