di
Fulvio Fiano
Il coordinatore Simoni: noi sereni, finirà con l’archiviazione
Divieto di svolgere attività politica mentre si è in servizio e uso distorto dei distacchi sindacali sono le contestazioni a due dirigenti di Futuro nazionale contenute nell’esposto presentato alla Procura militare contro un sottufficiale dei carabinieri e un generale di divisione aerea che stanno animando la campagna elettorale del partito di Roberto Vannacci. Su di loro ha avviato accertamenti preliminari «anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera» (l’articolo del Financial Times sul presunto ruolo di Vannacci come «Cavallo di Troia» di Putin in Europa, ndr) il procuratore militare Marco De Paolis, specificando che non si può ancora parlare di «notizia di reato» e dunque di indagine aperta e che si resta nel perimetro «di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare».
L’esposto, è stato presentato dall’avvocato Massimo Strampelli, docente di diritto militare presso l’Università Link, per conto del Sindacato dei Militari e fa il paio con quello affidato pochi giorni fa alla magistratura penale per valutare la possibile violazione della legge Scelba sulla ricostituzione del partito fascista nei confronti del generale Vannacci, del coordinatore nazionale di Fn Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini. «Le accuse formulate appaiono manifestamente infondate, non sussistendo alcuno dei presupposti richiesti dalla legge per configurare i reati ipotizzati. Siamo pertanto assolutamente sereni: l’esposto non potrà che concludersi, in tempi brevi, con un provvedimento di archiviazione», dice l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Vannacci.
Alla Procura militare si chiede con l’esposto di esaminare il comportamento anche di altri esponenti delle forze armate, ma i due sui quali si concentra l’att0 hanno in comune appunto il ruolo di sindacalisti: un aspetto centrale, questo, per le possibili violazioni al codice militare. Si tratta di Luigi Avveduto, segretario nazionale del Sim, referente a Roma del comitato 1333 di Futuro nazionale, e di Antonsergio Belfiori, segretario nazionale del Siam e referente a Villafranca (Verona) del comitato 329 di Futuro Nazionale: «Militari in servizio attivo — si legge nell’esposto — che avrebbero assunto ruoli di vertice e di propaganda all’interno di un movimento politico, in aperta violazione dei doveri fondamentali di fedeltà, neutralità e imparzialità imposti dall’ordinamento militare». Qui il primo punto. I temi della campagna elettorale vannacciana sono compatibili con i valori della Costituzione sulla quale i due militari hanno prestato giuramento? E i distacchi sindacali, di cui beneficiano a spese dei contribuenti, sono usati per i fini propri del loro incarico o per fare proselitismo politico?
Il sindacato chiama in causa anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, al quale già da aprile ha segnalato formalmente le condotte ritenute improprie, senza però mai avere risposta. Tanto da averlo diffidato a giugno per la «persistente inerzia istituzionale». Avveduto e Belfiori, in particolare, hanno partecipato «alla promozione di contenuti ideologici radicali, riconducibili al documento programmatico «B.I.P. 2027-2037», le cui previsioni includono strategie di impiego delle Forze Armate (la «remigrazione», ndr) incompatibili con il giuramento di fedeltà alla Repubblica». Crosetto commenta la vicenda su X, specificando che «resto garantista e sarebbe profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in una “indagine” per la ricostituzione del partito fascista». E sulle verifiche avviate dalla Procura militare interviene lo stesso generale in pensione Roberto Vannacci: «Ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi? Domani Futuro nazionale al 12%!».
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4 settembre 2026
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