Dalla strada della Valle d’Itria all’incontro con Papa Leone XIV. È stata un’esperienza difficile da dimenticare quella vissuta da Emiliano Morbidelli, civitavecchiese e atleta di Athletica Vaticana, protagonista nelle scorse settimane ai Giochi del Mediterraneo di Taranto e oggi ricevuto in udienza dal Pontefice insieme agli altri sportivi della delegazione della Santa Sede.

Morbidelli ha rappresentato Athletica Vaticana nella prova ciclistica su strada del 24 agosto, una gara particolarmente impegnativa sviluppata lungo un percorso di circa 133 chilometri tra le strade della Valle d’Itria, con un dislivello di circa 1.200 metri.

Ma il significato della sua partecipazione andava ben oltre il risultato sportivo. Athletica Vaticana era presente a Taranto con quattro atleti in tre discipline – padel, scherma e ciclismo – dopo l’ammissione votata all’unanimità dai 26 Comitati olimpici presenti alla manifestazione. Un piccolo gruppo chiamato soprattutto a testimoniare, attraverso lo sport, un messaggio di incontro, dialogo e fratellanza.

Lo stesso Morbidelli, sulle pagine de L’Osservatore Romano, ha raccontato uno degli episodi che meglio hanno rappresentato lo spirito della sua esperienza. Appena arrivato a Taranto, è stato accolto dagli atleti di San Marino, che gli hanno manifestato immediatamente la propria disponibilità. Un gesto semplice, ma per il ciclista civitavecchiese profondamente significativo: «Ecco lo sport», ha scritto nel suo racconto, indicando proprio nell’amicizia tra atleti di Paesi diversi uno dei valori più autentici della manifestazione.

Un filo conduttore che oggi ha trovato il suo momento più alto nell’udienza con Papa Leone XIV. Morbidelli era infatti tra gli sportivi di Athletica Vaticana ricevuti in Vaticano al termine dell’esperienza dei Giochi. Al Pontefice sono stati consegnati simbolicamente una racchetta da padel e una maglietta della squadra ciclistica vaticana, firmata da numerosi atleti dei 26 Paesi che hanno preso parte alla manifestazione.

Per Morbidelli, dunque, il viaggio iniziato in bicicletta a Taranto si è concluso in un luogo decisamente speciale. Un’esperienza che va oltre il piazzamento e anche oltre una gara non terminata: essere stato parte della delegazione della Santa Sede ai Giochi del Mediterraneo ha significato condividere una visione dello sport come strumento di dialogo tra culture e popoli.

È la stessa prospettiva indicata da Leone XIV alla vigilia dei Giochi, quando aveva definito l’appuntamento di Taranto un’occasione perché lo sport diventasse «profezia di pace e di fratellanza tra i popoli».

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