di
Fabio Paravisi

L’aeroporto bergamasco conferma un traffico aereo da record, ma la principale compagnia deve affrontare il problema del caro carburante. Possibili aumenti dei prezzi dei voli

Per andare a Londra da Orio servono due ore e 5 minuti, e in alcuni giorni lo fanno quattro voli fra le 9.15 e le 22.40. Mentre altri quattro, che ci impiegano dieci minuti in meno, fanno il percorso inverso tra le 6.05 e le 22.05. È un collegamento multifrequenza ed è uno di quelli che potrebbe subire tagli dalla programmazione di Ryanair per i mesi invernali.
Per ora non c’è niente di definitivo e i dettagli della «winter» saranno annunciati a fine mese. 

I calcoli di Ryanair sul carburante

Ma la compagnia sta facendo i calcoli sugli ultimi prezzi del carburante per aerei: ha una scorta dell’80% di quello necessario per l’esercizio 2027 coperto a 67 dollari al barile, ma dovrà pagare il resto 140 dollari. Per questo, spiega Ryanair, dovrà «ridurre l’esposizione del Gruppo al carburante non coperto durante il periodo invernale non redditizio (da novembre a marzo)», visto anche che la mole di traffico è prevista sui livelli degli anni scorsi. Per risparmiare la compagnia sta quindi ricalcolando il servizio prevedendo di trasportare due milioni di passeggeri in meno nell’arco di un anno, con una serie di tagli. La riduzione, che viene definita «una tantum», del programma invernale permetterà di risparmiare nel semestre tra i 70 e i 100 milioni di euro.



















































La rotta per Londra Stansted

Tra le rotte che registrano le maggiori perdite nei mesi invernali c’è proprio quella per Londra Stansted, verso la quale si decolla anche da Ciampino, Malpensa e Venezia: è molto trafficata d’estate ma molto meno nei mesi freddi. E a Bergamo è appunto una rotta multifrequenza, con diversi voli del corso della giornata. E sulla quale è quindi più facile tagliare senza creare grossi disagi. Sacbo non ha ancora ricevuto comunicazioni, ma, ammette il presidente Giovanni Sanga, «è un rischio reale al quale non siamo estranei».
Se poi i prezzi dei carburanti dovessero restare alti, Ryanair prevede aumenti «in modo significativo» dei prezzi nei voli a corto raggio in Europa, proprio come quelli che partono da Orio. Intanto la compagnia irlandese continua a crescere e dice di essere «sulla buona strada» per chiudere il traffico estivo (quello da aprile a ottobre) con un aumento del 5% dei propri passeggeri, da 138 a 145 milioni.

A Orio 300 mila passeggeri più dell’anno record (2024)

E continua anche la crescita del traffico dello scalo di Orio: secondo gli ultimi dati di Assaeroporti, che arrivano fino alla fine di luglio, si tratta di numeri che viaggiano ormai a una quota stabilizzata di 300 mila passeggeri in più rispetto all’anno del record, il 2024. Nel mese di luglio, quindi, ci sono stati 10.778 tra decolli e atterraggi, con un aumento del 10,9% rispetto allo scorso anno: erano stati invece 10.610 nello stesso mese di due anni fa. I voli privati sono agli stessi livelli degli anni scorsi (140), ma il totale da inizio anno conferma un boom in corso: in sette mesi sono stati 1.439 contro gli 882 dello scorso anno e gli 802 di due anni fa. Questo favorito anche dall’apertura, un anno fa, dell’apposita struttura di servizio Bgy Executive.

Solo a luglio +10,7% in più di passeggeri

I passeggeri di luglio sono stati in tutto 1.776.768, anche qui con un +10,7% sullo stesso mese dell’anno scorso. Come sempre riguardano soprattutto i voli con l’estero (1.413.696, +11,2) di cui 1.047.923 dai Paesi dell’Unione europea, mentre quelli dei collegamenti nazionali sono stati 361.971. Se si considerano invece i primi sette mesi dell’anno, a utilizzare «Il Caravaggio» sono stati 10.436.901 passeggeri contro i 9.728.639 dell’anno scorso ma soprattutto contro i 10.151.062 dell’anno del primato. Bisognerà ora capire in che modo gli eventuali tagli invernali di Ryanair potranno influire sul totale annuo e su un eventuale nuovo record.


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4 settembre 2026