di
Paolo Condò

Dall’addio di Ausilio alle frasi sui contratti di Calhanoglu e Dimarco, in casa nerazzurra il clima non è dei più tranquilli. Allegri alle prese con lo stop di McTominay, il Como dimostri personalità

1. Esame di maturità

L’altra sera al Galà del Calcio il primo premiato (miglior giovane della B) è stato Liberali, acquistato in estate dal Como, il secondo Nico Paz (miglior giovane), il terzo Fabregas (miglior allenatore), e questa — votano i calciatori — è stata una scelta forte considerato che Chivu ha portato a casa scudetto e Coppa Italia. La voglia di Como è percepibile a ogni livello, e questo gli aggiunge aspettativa. Da assecondare sempre, specie nelle trasferte della classifica di destra: Genova stasera è un esame di maturità.

2. Gare intere al top

Lo scorso anno l’Inter ha vinto lo scudetto malgrado alla terza giornata fosse attardata di 6 punti. Allegri se l’è segnato per esorcizzare la possibilità, concreta, di precipitare a meno 6 dall’Inter (e non solo) in caso di seconda sconfitta. Il Napoli deve fermare un’emorragia, e gli serve il miglior De Bruyne, cui lo stop di McTominay impone un upgrade: non più finali di qualità, ma gare intere al top. Anche nel campo interista si intuisce qualche tensione, dall’addio di Ausilio alle frasi sui contratti di Calhanoglu e Dimarco. Inter-Napoli: molta polpa.



















































3. L’equazione

La Roma che gioca benissimo ha fatto 6 punti. L’Atalanta che gioca maluccio ha fatto 6 punti. Il confronto diretto pare messo lì apposta per risolvere la contraddittoria equazione. È ovvio che Gasperini sia partito con un anno di lavoro alle spalle, e Sarri da zero: ma se continua a non perdere punti, che farà quando la scolarizzazione dell’Atalanta sarà conclusa?

4. Il lavoro dei tecnici

Anche Juve-Milan è uno scontro diretto, condizionato da un finale di mercato che ha aggiunto a Spalletti un giocatore complesso ma di qualità, Woltemade, mentre Amorim non ci ha ancora fatto vedere Moreira (né ovviamente Hutchinson). Più di altre Juve e Milan saranno descritte dal lavoro dei loro allenatori, perché al momento siamo nel brodo primordiale. Ma gli scontri diretti contano anche così.

5. Chi resta calmo

Nella folla di 7 squadre ancora a zero punti, Parma-Monza è un duello «normale», di quelli attesi. Fiorentina-Torino no, entrambe avevano altre ambizioni e il match contiene una nota di agitazione. Vince chi resta calmo.

4 settembre 2026