Madrid – Sedici giorni di fuoco. Temperature feroci e incendi. L’ondata di caldo estremo lunga 16 giorni che ha colpito la Spagna ad agosto è stata “la più intensa mai registrata”, certifica l’Agenzia meteorologica statale spagnola (Aemet). I dati registrati dal 3 al 18 agosto hanno “bruciato” il record precedente, il mese di luglio dell’estate 2022, con una temperatura media superiore di 4,6 gradi rispetto a fenomeni simili verificatisi nelle stagioni climatiche precedenti, ha affermato l’Agenzia su X.

Un’ondata di calore con un impatto devastante. La più lunga, quella dal 3 al 18 agosto, è stata anche la più letale: 1.149 decessi attribuibili alle temperature roventi, che nel Sud della penisola spagnola si sono attestate sui 45° C. Secondo le stime del Sistema di Monitoraggio della Mortalità quotidiana (MoMo), gestito dal Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto di Sanità Carlos III, dall’inizio dell’estatesi sono registrate 2.635 morti attribuibili alle ondate di calore, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Allarme incendi in Spagna

Allarme incendi in Spagna

Il sistema MoMo, pur non potendo stabilire un nesso di causalità diretto, elabora una stima attendibile dei decessi in eccesso rispetto alle aspettative storiche, incrociando i dati di mortalità giornaliera con quelli delle temperature forniti dall’Agenzia meteorologica nazionale (Aemet). Il dato più preoccupante riguarda le fasce fragili della popolazione: la quasi totalità delle vittime (2.529) era rappresentata da persone con più di 65 anni, in particolare da ultra 75enni, per i quali il caldo record avrebbe aggravato condizioni mediche preesistenti, come malattie respiratorie o cardiopatie. Tuttavia, il super caldo avrebbe ucciso anche in modo diretto. Almeno 23 persone sono morte per un colpo di calore, un numero che ha già superato i decessi “collegabili” alla crisi climatica registrati in estate negli ultimi due anni.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez a Caceres, località colpita dagli incendi

Il premier spagnolo Pedro Sanchez a Caceres, località colpita dagli incendi

Oltre alle vittime, le temperature torride hanno reso ancora più arduo il lavoro di vigili del fuoco e militari impegnati nelle operazione di spegnimento degli incendi boschivi. Il Nord della Spagna brucia senza tregua dal 3 agosto. Solo pochi giorni fa la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato al telefono con il premier spagnolo, Pedro Sánchez, per esprimere la solidarietà dell’Ue nella lotta contro i roghi che devastano il Paese. In un messaggio su X, von der Leyen ha segnalato che le squadre di RescEu sono operative sul territorio iberico accanto ai bomberos (i vigili del fuoco) spagnoli. La presidente della Commissione ha infine garantito che la ripresa della Spagna sarà sostenuta “attraverso il Fondo europeo di solidarietà”.

I danni degli incendi in Spagna

I danni degli incendi in Spagna

Non solo caldo e incendi. Negli ultimi giorni in alcune località di mare sono state (temporaneamente) chiuse le spiagge per la presenza in acqua di esemplari di “draghi blu”, la specie Glaucus atlanticus: questi molluschi (arrivano fino a 4 centimetri di lunghezza) possono “aggredire” e pungere i bagnanti e causare irritazioni e bruciori alla pelle. La presenza dei draghi blu è piuttosto rara in Spagna, per questo alcune municipalità hanno deciso di intervenire preventivamente, con misure di sicurezza temporanee, vietando ai turisti il bagno in mare lungo alcune porzioni di costa.

Un esemplare di drago blu

Un esemplare di drago blu

Questo, ad ora, il bilancio. Quattro draghi blu sono stati avvistati a Guardamar del Segura, vicino ad Alicante; una manciata (cinque o sei) più a Sud, in una spiaggia di La Línea de la Concepción; un altro esemplare è stato trovato nella spiaggia di Valencia e diverse segnalazioni sono arrivate dalle isole di Lanzarote (Canarie) e Maiorca (Baleari). In particolare alle Baleari, ha scritto El Pais, non si vedeva un drago blu dal 1916.

Il Glaucus atlanticus, colore blu-metallizzato, tipico dell’Oceano e molto raro nel mar Mediterraneo, è dotato appendici simili ad “ali”. Predatore di animali velenosi come la caravella portoghese (Physalia physalis Linnaeus), ne immagazzina i nematocisti per difesa e caccia. Una puntura di drago blu, estremamente dolorosa. può provocare nausea, vomito, dolori cutanei e reazioni allergiche. Chi viene “beccato” deve sciacquarsi immediatamente con acqua di mare e correre subito in Pronto soccorso. In casi rarissimi il veleno del Glaucus atlanticus può anche essere mortale.